Il narciso: profumatissimo fiore che colora i nostri giardini. Il narciso è una pianta bulbosa che appartiene dalla famiglia delle amarillidacee. Nel linguaggio popolare, viene chiamato anche trombone o giunchiglia. In realtà questo appellativo è adatto solo ad alcune specie di questa pianta. Come il narcissus jonquilla, dal profumo molto intenso e dalla presenza di più fiori sullo stesso stelo. Fiorisce tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Quello selvatico sboccia in maggio.
LE SUE CARATTERISTICHE
Il narciso ha un lungo stelo, che può raggiungere l’altezza di 40-50 centimetri. Le sue foglie sono lineari a nastro, piuttosto spesse e di colore verde chiaro. Il fiore, bianco o giallo, è costituito da morbidi petali aperti verso l’esterno e disposti attorno a una corona centrale. Assume speso una forma simile a quella di una piccola tromba. Alcuni narcisi combinano il bianco ed il giallo sullo stesso fiore. Altri hanno un colore rosato o tonalità che virano verso l’arancio. Il bulbo del narciso va maneggiato con i guanti perché contiene la narcisina, un alcaloide molto velenoso, che può rivelarsi letale per l’uomo.
LE VARIETÀ
Oltra al sopraccitato narcissus jonquilla, esistono molte varietà di questo fiore. Il narciso trombone ha un fiore di colore giallo intenso. È presente come fiore selvatico lungo tutta la penisola e cresce fino agli 800 metri di altitudine. Il narciso tazzetta ha un fiore con corona a forma di scodella. Il suo profumo è simile a quello del miele. Quello selvatico, dai fiori con calice giallo e petali bianchi, evoca in tutti noi il mese di maggio e le gite fuori porta in montagna. Cresce infatti nei boschi di media e alta montagna in zone fresche ed umide, da 600 a 1600 m. In Italia è presente in tutte le regioni tranne in Sicilia e in Sardegna. Il narciso apricot whirl ha i fiori color rosa salmone.
COME COLTIVARLO
Il momento ideale per la messa a dimora dei bulbi è l’autunno. Vanno interrati a una profondità di 2-3 centimetri, distanziati di circa 20-25 centimetri. In vaso, questa distanza può essere ridotta, per ottenere un maggiore raggruppamento. Il terreno ideale è fresco, morbido e ben drenato. Il narciso ha bisogno di luce solare diretta, specialmente durante la fioritura. Non richiede moltissima acqua ed i ristagni idrici possono rivelarsi letali. Dopo aver messo a dimora i bulbi, questi vanno annaffiati abbondantemente. Dopodiché vanno praticamente dimenticati fino a primavera. D’inverno è infatti sufficiente l’apporto idrico dell’acqua piovana. Durante la fioritura annaffiare quando il terreno è secco. In estate solo dopo lunghi periodi di siccità. Dopo la sfioritura le foglioline non vanno recise, poiché durante il riposo vegetativo sono in grado di immagazzinare il nutrimento necessario alla pianta, portando alla nascita di nuovi bulbi.
L’ORIGINE DEL SUO NOME
Il narciso deve il suo nome ad una sua caratteristica: quella di essere molto profumato. Deriva infatti dal greco narkào, il cui significato è “che stordisce”. Anticamente si riteneva che il profumo di questo fiore avesse proprietà narcotizzanti. Questo fiore rimanda anche ad un personaggio della mitologia greca: il giovane Narciso. Esso, molto bello, disdegnava tutte le fanciulle che lo amavano. Fu punito innamorandosi della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua. Morì affogato tentando di possedere la sua immagine. Da allora, i narcisi crescono col fiore rivolto verso l’acqua, quasi a voler attingere da quella bellezza. Secondo un’altra versione del mito, Narciso, compresa l’impossibilità del suo amore, si lasciò morire, trafiggendosi con una spada. Dal suo sangue nacque un fiore bellissimo, che prese appunto il nome di narciso. Da queste leggende nasce l’aggettivo narcisista, che indica una persona vanitosa ed eccessivamente compiaciuta del proprio aspetto fisico.
LA SIMBOLOGIA DI QUESTO FIORE NEI SECOLI
Per gli antichi romani il narciso rappresentava l’aldilà pagano ed essi lo piantavano accanto alle tombe dei defunti. I druidi celti lo associavano invece alla purezza, mentre per gli ebrei questo fiore simboleggia la fertilità. Per i cristiani indica la rinascita dopo la morte, ed è spesso riprodotto nell’iconografia pasquale. In Cina rappresenta l’augurio di prosperità e di buona fortuna per l’anno nuovo. Esso fiorisce infatti in prossimità del capodanno cinese.
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