ORBASSANO – La memoria storica della Val Sangone conserva il ricordo indelebile di uno degli episodi più crudi della Seconda Guerra Mondiale: l’eccidio del trenino Torino-Giaveno. Era il pomeriggio del 9 gennaio 1945 quando un convoglio carico di operai, studenti e civili che facevano ritorno a casa fu sorpreso e bersagliato da un violento mitragliamento aereo alleato nei pressi della stazione Depetris di Orbassano. Quello che doveva essere un tragitto quotidiano si trasformò in un inferno di fuoco e lamiere: l’attacco causò la morte di trentaquattro persone e il ferimento di oltre centocinquanta passeggeri. Le cronache dell’epoca descrivono momenti di terrore puro, con i superstiti che cercavano disperatamente riparo nei fossati innevati per sfuggire alle raffiche incessanti che colpivano le carrozze ormai avvolte dalle fiamme.
Il dramma del trenino Torino-Giaveno: ottant’anni dal tragico attacco aereo del 9 gennaio 1945
Ancora oggi, l’episodio rimane una ferita aperta a causa dell’atroce natura dell’attacco rivolto contro una popolazione civile inerme. Le ricostruzioni storiche ipotizzano un fatale errore di segnalazione, che avrebbe indotto i piloti alleati a scambiare il treno passeggeri per un trasporto militare tedesco diretto alla base di Airasca. Questo evento ĆØ diventato negli anni un simbolo della Resistenza Civile e delle sofferenze patite dalla comunitĆ locale durante il conflitto. La documentazione conservata negli archivi storici e i racconti dei testimoni oculari continuano a rappresentare un monito contro la crudeltĆ della guerra, onorando le vittime di una tragedia che ha segnato profondamente l’identitĆ di Giaveno e dell’intero territorio torinese, ricordandoci quanto sia fragile e prezioso il valore della pace.

































