Il mito dello Chaberton: sei medaglie d’onore ai soldati dopo la battaglia Un libro di Mauro Minola e Ottavio Zetta

CESANA TORINESE – Alle 10 del 22 giugno 1940 il comandante Mercalli inviò un messaggio di encomio al presidio della 515ª batteria: “Trasmetto magnifica batteria Forte Chaberton mio encomio solenne per efficace azione di fuoco di questi giorni. Sono certo che nessuna batteria avversaria riuscirà a far tacere Chaberton… Saluto con paterno affetto ed ammirazione i bravi artiglieri caduti additandoli ad esempio a tutti”. Il 24 giugno la guerra su questo fronte era finita, la Francia era crollata di fronte all’inarrestabile avanzata tedesca. Ma lo Chaberton, che, per quasi quarant’anni aveva minacciato Briancon e il suo territorio, ora non era più un pericolo.

GLI UOMINI DELLA BATTERIA CHABERTON

Da dove erano arrivati i terribili proietti che avevano distrutto sei delle otto torrette? Per gli artiglieri della batteria, l’avversario tirava dalla zona dello Janus. Non a caso, il comandante aveva dato l’ordine di battere proprio quel settore per contrastare il tiro francese. Dopo l’armistizio nessun ufficiale italiano ebbe la voglia di approfondire l’argomento e nessuno degli artiglieri francesi della batteria di Poet Morand, tantomeno il suo comandante André Miguet, rivelò agli italiani i segreti dell’azione. Anzi, i francesi, neanche tanto per caso, lasciarono diffondere una diceria secondo la quale lo Chaberton sarebbe stato colpito dai cannoni di un treno armato, nascosto nei pressi di Briançon. Falsa notizia, che ancora oggi viene citata sui sempre bene informati “social”!

I MORTAI

I mortai Schneider (Distruttori dello Chaberton) furono rimossi, portati a valle e mandati in fonderia come preda di guerra nella totale indifferenza italiana. Intanto, per il coraggio e la determinazione dimostrata durante la battaglia, tra l’ottobre e il 21 novembre 1940 ai caduti, ai feriti, e ai combattenti della 515a batteria furono concesse le onorificenze al valor militare. Il sergente maggiore Ferruccio Ferrari fu l’unico decorato con la Medaglia d’Oro al Valor militare alla memoria; gli altri caduti furono decorati con la Medaglia d’Argento al Valor militare alla memoria (tre) e con la Medaglia di Bronzo al Valore militare (sei).

eroi chaberton

LE MEDAGLIE

Le medaglie furono consegnate ai parenti dei caduti nel corso di una cerimonia che si tenne il 4 dicembre 1940 nel cortile della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio di Torino. Anche gli artiglieri viventi ebbero i meritati riconoscimenti: ricevette la Medaglia di Bronzo il capitano Spartaco Bevilacqua e, tra i suoi ufficiali, venne concessa la Croce di guerra al Valore militare a tutti i comandanti di sezione. Il presidio della Batteria Chaberton fu il reparto che ricevette più medaglie al Valor militare della Guerra delle Alpi.

GLI ENCOMI

La Medaglia d’Oro sergente maggiore Ferruccio Ferrari era nato il 5 settembre 1917 a Boves, in provincia di Cuneo. Aveva lavorato nelle Ferrovie dello Stato e poi, nel maggio del 1937, si era arruolato volontario nel 5° Reggimento Artiglieria Divisionale. Nel 1938 fu promosso sergente, per continuare il servizio in artiglieria. Poco prima del conflitto fu trasferito alla Guardia alla Frontiera, VII Settore di Copertura, e destinato ad un impiego nell’ufficio di contabilità alle casermette di Cesana. Allo scoppio della guerra chiese, e ottenne, di salire alla batteria e di assumere il ruolo di capo pezzo alla 1ª torre dello Chaberton. Alle 17,15 del 21 giugno 1940 proprio la prima torre fu colpita e gravemente danneggiata dai colpi dell’artiglieria francese.

Morì un soldato ed il sergente maggiore Ferrari rimase gravemente ferito. Ciò nonostante, come si legge nella motivazione dell’onorificenza «con sovrumano sforzo e sublime altruismo salvava dal rogo quanti più serventi poteva e cedeva ai suoi soldati feriti la barella che gli toccava per turno». Trasportato all’Ospedale Civile di Pinerolo, morì per le gravi ferite il 26 giugno 1940. Riposa nel cimitero della natia Boves.

I CADUTI E LE DECORAZIONI

Serg. Magg. Ferrari Ferruccio, Medaglia Oro V.M., (Boves, CN)

Orsenigo Umberto, Medaglia Argento V.M. (Nova Milanese, MI)

Bombardieri Giacomo, Medaglia Bronzo V.M. (Camerlata, CO)

Bossola Riccardo, Medaglia Bronzo V.M., (Prarolo, VC)

Sala Federico, Medaglia Bronzo V.M., (Olgiate Comasco, CO)

Redaelli Mario, Medaglia Bronzo V.M., (Carate Brianza, CO)

Nannipieri Bruno, Medaglia Argento V.M., (La Spezia)

Stella Giovanni, Medaglia Argento V.M., (Haster Kauser, Germania)

Sasso Leonardo, Medaglia Bronzo V.M., (Greci, AV)

Romanò Virginio, Medaglia Bronzo V.M., (Lainate, MI)

IL LIBRO

Bibliografia: Mauro Minola, Ottavio Zetta, Il mito dello Chaberton, Susalibri 2014.

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