VALSUSA – Il Giorno della Memoria: gli internati militari italiani.
IL GIORNO DELLA MEMORIA DEI MILITARI
Nel campo di Wietzendorf, la resistenza morale tenace di un intero Reggimento il 3° Granatieri di Sardegna. Il 27 gennaio 2024, 79° anniversario dellāapertura da parte delle truppe sovietiche del campo di concentramento di Auschwitz, verranno ricordate le vittime dellāolocausto. Con lāoccasione si vuole cosƬ mantenere viva la memoria anche delle migliaia di militari italiani che sono stati internati in quei campi ed in tantissimi hanno perso la vita tra gli stenti e le malattie o perchĆ© fucilati dai nazisti per non aver voluto sottostare ai loro ordini. Di seguito un brano che racconta un episodio che ha interessato un intero Reggimento il 3° Granatieri. āUdita per radio lā8 settembre 1943, improvvisa ed inattesa, la notizia dellāarmistizio, che i granatieri accolsero compostamente, comprendendo essere armistizio di sconfitta e non di vittoria, e quale non meritavano certo i loro morti dāAlbania, subito fu messa dāistinto la caserma in stato di difesa, avendosi forti dubbi sullāatteggiamento delle truppe germaniche. Mentre i primi riservati ordini dati nella notte dal Comando Piazza di Atene, facendo prevedere un imminente e fiera azione di forza da parte delle truppe italiane, e gli animi a ciò erano giĆ pronti, nei giorni 9 e 10 ordini ben diversi e precisi furono diramati dal citato comando, da cui il reggimento dipendeva, e dal Comando dellā11ĀŖ Armata, in base ad accordi da questo presi con i tedeschi, superiori in forza alle non raccolte truppe italiane. Negli animi, giĆ pieni di amarezza, forte fu il dolore, e in molti anche lo sdegno. Il senso tradizionale della disciplina però prevalse ed il Reggimento ubbidƬ, con ordine e compostezza e seguƬ la sorte delle truppe dellāAttica e della Piazza di Atene. Non un uomo abbandonò il proprio reparto. Il giorno 11, il primo convoglio ferroviario del reggimento partiva da Atene āalla volta dellāItaliaā.
IN AUSTRIA
“In Austria, il 19 settembre, fu dirottato per il nord della Germania, e cosƬ lo furono poi i seguenti convogli. Loro vera destinazione furono gli squallidi campi di prigionia della Germania del Nord. Il comandante e quattro ufficiali del reggimento riuscirono a tempo celatamente a bruciare lāasta della bandiera di guerra; fatto in pezzi il glorioso drappo e scissa in due parti la freccia, li divisero fra loro con la promessa che, qualsiasi cosa accadesse, avrebbero fatto di tutto per riportare in Italia il pegno affidato al loro onore. E ciò in effetti essi fecero. Un episodio fra i molti mostrò in quei tristissimi giorni lo spirito dei Granatieri del 3°, schietti e leali soldati, trovatisi, senza alcuna loro colpa, fra i reticolati di un campo di prigionia. Il 25 settembre 1943, nel campo di Wietzendorf, nellāarida landa del Lunemburgo, ebbe luogo in un grande piazzale, circondato da mitragliatrici, lāadunata delle migliaia di soldati italiani affluiti in quel cupo campo. Fra essi, ordinati e composti al comando dei loro sottufficiali, i Granatieri dei due battaglioni del 3° Reggimento (gli Ufficiali erano stati fatti allontanare dai ranghi e portati cinquecento metri lontano nella radura)”.
I GRANATIERI
“Quando poco dopo i tedeschi fecero fare vibrante invito da apposita tribuna perchĆ© i nostri soldati si arruolassero nelle SS germaniche, gli Ufficiali dei Granatieri udirono con commozione levarsi dai ranghi dei loro soldati, alte e solenni, le note della vecchia marcia dei pifferi dellāantico Reggimento delle Guardie: erano i Granatieri del 3° Reggimento che, nellāudire quella proposta, che suonava in quel momento e in quel luogo offesa al loro onore di semplici e bravi soldati, rispondevano sdegnosamente con lāinno del loro reggimento, sulle note della marcia delle vecchie Guardie di Piemonte. Poi, marzialmente, compagnia per compagnia, al comando dei sottufficiali, passarono avanti al gruppo dei loro Ufficiali e resero gli onori. Quel canto che in quel pomeriggio grigio del settembre del 1943 si levò nella landa di Lunemburgo, e che turbò e commosse tutti iĀ presenti, fu come il segnale della resistenza morale tenace che, nei durissimi campi di Polonia e di Germania, per due anni, alimentò lāanimo degli internati italiani. Il comportamento dei Granatieri del 3° colpƬ i tedeschi: gli Ufficiali del Reggimento furono lāindomani allontanati dai loro soldati e la sera seguente gettati in un treno e portati in Poloniaā.
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