BUSSOLENO – In occasione del Giorno del Ricordo, il Comune, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valsusa e l’ANVGD Comitato di Torino e provincia, organizza per giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 17:30 nei locali di Casa Aschieri in Via Walter Fontan 23, la presentazione del libro “Fogolèr – Storia di una famiglia istriana” di Grazia Del Treppo. Il coordinamento e presentazione dell’evento è curato da Dario Prodan, divulgatore della cultura istriana. Interverrà l’autrice, Ingresso libero fino a esaurimento posti.
La testimonianza dell’esule istriana Grazia Del Treppo
Nel giorno del ricordo, la memoria del confine orientale torna a interrogare il nostro Paese, squarciando quel silenzio colpevole che per ottant’anni ha avvolto la tragedia delle foibe e dell’esodo. Grazia Del Treppo è oggi una delle testimoni più nitide e profonde. Nata nel 1941 a Canfanaro, nell’Istria verde, ed esule dal 1951, ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza dei campi profughi, da Roio Pineta (L’Aquila) alle Casermette San Paolo di Torino, alla ricerca di una nuova stabilità, prima di dedicarsi per anni all’insegnamento e alla trasmissione della memoria
Il significato del Giorno del Ricordo per Bussoleno
Il Sindaco di Bussoleno, Antonella Zoggia, ha sottolineato il valore speciale che questa celebrazione assume per la città: “Già dai banchi della Minoranza Consigliare avevo proposto il posizionamento della panchina blu elettrico in ricordo delle vittime delle Foibe, un simbolo di memoria che oggi troneggia in Piazzetta Italia. Quest’anno, dopo 22 anni dall’istituzione del Giorno del Ricordo, dedicare un momento di riflessione e dialogo condiviso, con testimonianze dirette e la partecipazione delle nuove generazioni, rappresenta un’opportunità ancora più significativa.”
L’evento non si limiterà a una mera commemorazione, ma punterà a stimolare una riflessione condivisa. Come afferma il Consigliere con delega alla Cultura, Antonella Arianos: “Un Giorno in cui la Storia incontra le Storie. Le storie di chi ha vissuto una guerra persa, nuovi confini, morte, abbandoni e lo stato di profugo. Ma anche una storia di perdono, di riscatto e di ritorno. Una storia in cui la cultura diventa un ponte tra radici comuni, da custodire e raccontare, per la coesione e la pace.” Il Giorno del Ricordo 2026 a Bussoleno si propone dunque come un’occasione per riscrivere il passato attraverso il dialogo, trasformando il dolore della memoria in un’opportunità di crescita e comprensione reciproca. Come dimostra l’impegno degli organizzatori e dei partecipanti, la cultura può davvero superare le barriere e le divisioni, restituendo alla storia il suo ruolo più autentico: quello di unire, piuttosto che separare.




































