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domenica, 25 Gennaio 2026

Il coraggio di osare per combattere il Parkinson

IL CORAGGIO DI OSARE PER COMBATTERE IL PARKINSON

AVIGLIANA Un traguardo davvero insperato è quello di combattere con l’azione dinamica, qualunque essa sia, una malattia come il Parkinson, patologia neurodegenerativa a evoluzione lenta e progressiva che coinvolge principalmente alcune funzioni tra cui il controllo dei movimenti e dell’equilibrio” ci dice Corrado Martinelli. Una strada efficace da seguire è caratterizzata dall’attività sportiva, oltre alle cure mediche mirate a contrastarla il più possibile. Per questo sono già presenti valide strutture per gli affetti da Parkinson e malattie psicomotorie che organizzano corsi di danza, ginnastica dolce, tai-chi, yoga, pilates, aerobica, corsa, nuoto, tennis, basket, ma anche escursioni e lunghe passeggiate in compagnia. Partendo quindi dal presupposto che “camminare insieme” fa bene, Lodovico Marchisio, quale accompagnatore esperto ed emerito del CAI, si è spinto oltre. Ma anzitutto per chi non lo conoscesse, si tratta di un alpinista, giornalista e scrittore di settantasette anni afflitto da varie patologie (trauma spinale per caduta in montagna, fibrillazione atriale parossistica, un infarto avuto due anni fa e la malattia di Parkinson).

UN PERCORSO LUNGO E LABORIOSO

In seguito ad un percorso lungo e laborioso, sempre sostenuto dai figli Walter e Stella e dalla moglie Roberta Maffiodo con la quale ha anche scritto il libro Guarigioni d’amore, riesce davvero a sorprendere coloro che seguono la sua rinascita come la giornalista Edi Morini, coautrice del libro sopra indicato, che ha esaminato a fondo il suo percorso, rimanendone a sua volta meravigliata. Lodovico, che all’inizio del manifestarsi delle sue disfunzioni si reggeva in piedi con estrema difficoltà, un giorno è riuscito a rimettersi in gioco tornando a camminare, grazie alle sue molteplici attività di sentierista e relatore dei percorsi svolti. Ha dunque sperimentato direttamente il fatto che se la camminata aiuta, un ulteriore stimolo può essere determinato dalla spinta sulle vie ferrate esposte e di difficoltà moderata quali la ferrata di Pracatinat e quella delle Peredrette a Donnas con cui, grazie all’adrenalina positiva che si crea naturalmente, si curano già per certo anche i sintomi della depressione. Successivamente a questi esperimenti, lo stesso Lodovico ha verificato l’effettiva scomparsa dei sintomi del Parkinson, quest’ultimi sostituiti da benefici immediati e da una generale condizione di benessere ritrovato.

LA STRADA GIUSTA

Sentendosi perciò sulla strada giusta per avere conferma di fatti analoghi successi in altri sport, Lodovico riesce così a spingersi ad affrontare una vera e propria scalata, senza l’aiuto del cavo presente sulle vie ferrate, notando che per ogni passaggio si sente arrivare al cervello un “impulso” naturale così forte da far sì che la mano riesca ad afferrare al volo l’appiglio e che il piede trovi l’appoggio corretto, riacquistando così quella disinvoltura che padroneggiava in età più giovane. A questo punto Lodovico continua a rimettersi ulteriormente in gioco facendo ancora un passo avanti e mirando così anche all’ultimo ostacolo che si sovrappone alla sua teoria ormai più che valida: ritornare a sciare. Si tratta di una mossa particolarmente audace a causa dei movimenti rapidi ed immediati che caratterizzano la disciplina dello sci, per cui la malattia in atto potrebbe (in teoria) comprometterne severamente il successo.

TORNARE A SCIARE

Grazie alla disponibilità e al prezioso aiuto del personale di Ski Sport Dain del Campo Smith di Bardonecchia, dopo qualche difficoltà iniziale, Lodovico è riuscito a realizzare anche questo esperimento in pieno successo: senza alcun problema con le discese, né durante le salite con lo skilift o con il tapis roulant, Lodovico è tornato a vivere con grande gioia e soddisfazione la propria esperienza personale, nonché l’ebbrezza dello sci, con la stessa naturalezza e disinvoltura degli anni passati: fino a sei anni fa infatti sciava su ogni genere di pista, accompagnando anche gli appassionati in traversate di più giorni sui comprensori più vasti delle Alpi (Foto di Roberta Maffiodo e Federico Bambara).

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