RIVOLI – Il tema del bullismo e del cyberbullismo ha rappresentato una priorità assoluta per la comunità di Rivoli, che ha affrontato questa piaga sociale con determinazione. Attraverso il progetto “Amare, capire, educare”, realizzato dai Cittadini di Rivoli in sinergia con il Comitato Posta Vecchia e il Comune, è stato avviato un percorso di prevenzione fondamentale. Dopo il primo appuntamento dedicato alle scuole secondarie, l’attenzione si è spostata al Centro d’incontro Neirotti, dove esperti e cittadini hanno analizzato le dinamiche di prevaricazione online e offline. Durante l’evento, la scrittrice Betty Chiappati e Rori Sforza hanno guidato il pubblico in una riflessione profonda, utilizzando la narrazione per decodificare segnali che spesso le famiglie e le istituzioni hanno faticato a intercettare in passato.
Riflessioni e strategie emerse dall’incontro “Amare, capire, educare” presso il Centro Neirotti
L’iniziativa ha celebrato simbolicamente la Giornata nazionale contro il bullismo, istituita nel 2017, ponendo l’accento su dati allarmanti: una ricerca ha confermato che oltre il 60% degli adolescenti è stato vittima di violenze fisiche o verbali. Gli organizzatori hanno definito il bullismo come un atto intenzionale e prolungato, volto a nuocere l’altro attraverso la derisione o l’aggressione. A Rivoli, questo incontro ha permesso di fornire strumenti concreti per non lasciare i ragazzi soli di fronte ai ricatti e all’isolamento. Il dibattito ha dimostrato che solo un’azione corale tra scuola e famiglia ha potuto arginare comportamenti discriminatori legati all’aspetto fisico o alle difficoltà personali, trasformando la consapevolezza in una barriera attiva contro ogni forma di sopruso.

































