OULX – Il Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, ha compiuto una visita al Rifugio FraternitĆ Massi di Oulx, definendolo un vero e proprio “luogo di speranza” per i migranti che tentano l’attraversamento alpino verso la Francia. L’attenzione si ĆØ concentrata sull’essenza dell’accoglienza, con il Cardinale che ha sottolineato la prioritĆ di guardare gli occhi dell’altro “prima del colore della pelle, prima della nazionalitĆ “, evidenziando come la solidarietĆ sia un arricchimento fondamentale della nostra stessa umanitĆ . La visita, guidata da Don Luigi Chiampo, presidente della fondazione TalitĆ Kum che gestisce il rifugio dal 2018, ha messo in luce un modello di accoglienza che, nonostante i passaggi annuali di circa ventimila persone, riesce a offrire protezione, pasti caldi, cure mediche e un riparo sicuro, con circa l’80% degli ospiti adulti e il 20% minori. Questo richiamo alla fraternitĆ e all’umanitĆ ĆØ un forte segnale che colloca il Rifugio Massi al centro dell’attenzione nazionale come punto simbolico di resistenza etica.
Il Cardinale Repole visita il Rifugio Massi di Oulx
La narrazione di Oulx si configura come un esempio tangibile di comunione e impegno sociale, grazie a una fitta rete di volontari e associazioni che supportano un servizio il cui costo annuale si aggira sugli 800 mila euro, come ricordato da Don Chiampo in un appello per il sostegno. Il messaggio centrale del Cardinale Repole si rivolge a tutti: “Se noi ci dimentichiamo di guardare quegli occhi secondo me ci impoveriamo nella nostra stessa umanitĆ “. Questa frase sintetizza l’importanza di un’ospitalitĆ organizzata che sia “giusta e che sia qualcosa di bello per tutti“, lodando il lavoro dei volontari che si avvicendano in una zona di frontiera spesso difficile e ribadendo il valore dell’accoglienza.































