TORINO –Ā Nell’Ottocento le grandi Esposizioni furono lāoccasione per ricostruire luoghi non più esistenti o mai esistiti con scopi didattici, commerciali e di spettacolo: il Borgo medievale di Torino ne rappresenta uno. Nato nel 1884 come Sezione di Arte Antica dellāEsposizione Generale Italiana. Riproduce un borgo feudale del XV secolo adagiato con naturalezza sulle rive del Po con molti spunti presi dalla Valsusa. Lāatmosfera che si respira fra le sue case ĆØ semplice, tutto ĆØ studiato per apparire assolutamente āveroā.Ā Le decorazioni e gli arredi sono stati riprodotti fedelmente da esempi piemontesi e valdostani del Quattrocento. Per la realizzazione fu posta grande cura e perizia nella scelta dei particolari costruttivi. Vennero messi in atto tutti gli espedienti per ricevere il visitatore ed immergerlo in un mondo diverso rispetto allāambiente circostante che nel 1884.

ARCHITETURE DELLA VALSUSA
Allāinterno delle mura merlate, oltre il ponte levatoio, le costruzioni del Borgo si susseguono lungo la via maestra in un percorso estremamente suggestivo. Esse ripropongono edifici piemontesi e valdostani, accostati a costituire un nucleo abitato animato dalle botteghe artigiane. Dalla fontana alla tettoia del forno per il pane, dal laboratorio del maniscalco, allāOspizio per accogliere i pellegrini.Ā Dalla Valsusa ecco la fontana di Salbertrand, la prima casa di Bussoleno con la bottega del ferro, la seconda casa di Bussoleno con la cartiera. Poi la porta di Rivoli, la casa di Avigliana, la cortile di Avigliana e la Torre di Avigliana. Quindi diciassette edificiĀ principali, con passaggi verso lāesterno che interrompono la continuitĆ dei portici, dove si affacciano leĀ bottegheĀ e iĀ laboratori artigiani, e alcuni slarghi animati dal suono delleĀ fontaneĀ e impreziositi dallāaffaccio dellaĀ chiesaĀ e dalleĀ facciate monumentali.
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