BUSSOLENO – I Granatieri di Sardegna della Valsusa ricordano Eldo Parile. Per non dimenticare, a coloro che verranno perchĆ© non vada dispersa e sia continuata la traccia della nostra storia. La memoria di Eldo Parile, caporale al 3° battaglione del 1° reggimento granatieri di Sardegna, figlio e fratello esemplare cadde combattendo contro i tedeschi alla difesa di Roma il 9 settembre 1943. Come recita la targa ricordo nel cimitero della borgata Foresto di Bussoleno. Di lui, valoroso sconosciuto ai più, riportiamo le testimonianzeĀ di Mario Solara, Pier Giovanni Bovolo. āNato a Foresto il 14 ottobre del 1920, figlio di Giovanni Battista e di Leschiera Zita. Dopo le scuole elementari, frequentate a Foresto, ĆØ rimasto ad aiutare i suoi familiari nei lavori di campagna fino allāetĆ di 15 anni, poi ha iniziato a lavorare alle dipendenze della ditta Pietro Mosca a Susa“.
LA NAJA
La chiamata alle armi arrivò a fine marzo 1940 e fu arruolato nei granatieri di Sardegna. Negli anni 1940-ā42 partecipò alle campagne di guerra in Jugoslavia e in Albania. Rientrò a Roma nel febbraio 1943 con il grado di caporale. Quindi la notte tra lā8 e il 9 settembre 1943, dopo quella confusa giornata in cui era stato dichiarato lo scioglimento dellāEsercito italiano, ĆØ stato ordinato a lui e ad altri suoi commilitoni un servizio di guardia ad un ponte sul Tevere in Roma, quartiere Monte Mario. Verso lāalba del giorno 9 settembre sopraggiunse una folta pattuglia di tedeschi, questāultimi intimarono di arrendersi e consegnare le armi, i granatieri risposero sparando. In breve tempo i tedeschi ebbero la meglio in quanto più numerosi e meglio armati. In quello scontro persero la vita Eldo e due suoi commilitoni.

A ROMA
Nella mattina i corpi dei granatieri furono prelevati dai frati di un vicino convento per dargli sepoltura in unāunica fossa. Nel periodo successivo, per i gravi eventi della guerra di resistenza, non fu possibile recarsi a Roma per il recupero della salma, e questo fino a giugno del 1945. Nel frattempo le salme erano state traslate in un cimitero di Roma e non fu possibile identificare i propri cari, ed ĆØ cosƬ che Eldo ĆØ rimasto sepolto nella cittĆ eterna che ha difeso fino al sacrificio della propria vitaā. Dallāarticolo āI combattimenti per la difesa di Romaā su rivista Il Granatiere del 1990, il vivo ricordo di Emilio Frantellizzi granatiere di Sardegna del 1° reggimento, 3° battaglione, 9^ compagnia, comandata dal capitano Meoli. āEravamo i veterani dei Balcani con i nostri vecchi fucili 91 e bombe a mano che erano le nostre specialitĆ , poi avevamo anche con noi fucili mitragliatori e mortai da 45″.
LA BATTAGLIA
“La battaglia durò tutta la notte. Ricordo bene che i tedeschi non riuscirono a superare il caposaldo, cioĆØ il ponte della Magliana. Il loro scopo era quello di occupare la cittĆ , ma noi li respingemmo verso il mare. Alle prime luci dellāalba cessarono i combattimenti. Gli alberi sotto di noi, avevano i rami rotti dalle granate e dalle fucilate; al suolo cāerano dei morti, tra i quali un caporale della mia compagnia di nome Parile. PoichĆ© presentava ferite di arma bianca capii che era stato ucciso dalle SS perchĆ© armate di pugnali. Probabilmente il caporale aveva perduto i contatti con noi e rimasto senza munizioni era stato costretto al combattimento corpo a corpoā.

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