I GRANATIERI DI SARDEGNA DELLA VALSUSA PIANGONO GIACOMO GIRARDI
SUSA – I Granatieri di Sardegna della Valsusa piangono Giacomo Girardi. AllāetĆ di 98 anni, ĆØ andato avanti il Granatiere di Sardegna cavalier Giacomo Girardi, detto Tino. Era nato lā8 dicembre 1921. Ininterrottamente iscritto allāAssociazione Nazionale Granatieri di Sardegna sin dal 1947, ĆØ stato il decano e il Presidente Onorario della sezione di Torino, di cui il nucleo Val Susa fa parte. Giunse a Roma nellāagosto 1943 con il grado di sottotenente dopo aver frequentato il corso sottufficiali ad Ascoli Piceno, a cui fu mandato per premio dopo la Ā«campagna dei BalcaniĀ». Classificatosi nei primi dieci passò a un breve corso ufficiali. Assegnato al secondo battaglione 6^ compagnia, assunse il comando del 2° plotone formato da richiamati e solo quattro reclute; in totale venticinque granatieri. Con loro partecipò ai fatti di Porta San Paolo in Roma che hanno valso una medaglia dāargento al Valor Militare alla bandiera del 1° reggimento Granatieri.
L’8 SETTEMBRE
Dellā8 settembre Tino, anni fa, ha scritto. “E’ la data più importante perchĆ© essendo alle armi inquadrato in reparto e con un comando. Quando questo viene a mancare, gli strateghi si ritirano la situazione si fa critica, lāindividuo militare essendo abituato agli ordini disciplinari non osa ribellarsi. Fortuna che i Granatieri responsabili e consci del proprio onore seppero comportarsi sereni e consapevoli della loro decisione ubbidirono cercando la sospirata libertĆ anche con il sacrificio. Era la sola soluzione possibile per farsi rispettare da un nemico cosƬ violento e sanguinario, in quegli anni avevo assistito ai loro crimini. Tutti eravamo convinti di difendere la Patria da quella occupazione. Bisogna essere sul campo per capire e comprendere il cuore e i sentimenti degli uomini lontani dalle proprie case e famiglie senza sapere se un domani ritorneranno. La fermezza della volontĆ può superare un comando, se tanti amici si stringono e seguono ubbidendo con collaborazione reciproca forti e coraggiosi“.

































