Gravere ospita una famiglia di richiedenti asilo armeni e cristiani Due genitori con i loro 3 figli che arrivano da Yerevan in Armenia, ma la cui storia è tenuta riservata

GRAVERE – Da martedì 19 febbraio Gravere ospita cinque nuovi abitanti. Si tratta di una  famiglia di 5 persone di richiedenti asilo sulla base del protocollo di accoglienza sottoscritto con la Prefettura di Torino che il Comune ospita in Borgata Grande Essimonte. La famiglia è seguita dagli  operatori specializzati della Cooperativa Sociale Piergiorgio Frassati.

Di questa categoria fanno parte coloro che, lasciato il proprio Paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta di asilo, sono ancora ora attesa di una decisione da parte delle autorità nazionali e riguardo al riconoscimento dello status di rifugiato.

“Auguriamo questa famiglia la migliore integrazione nel nostro territorio” ha detto il Sindaco di Gravere Piero Nurisso cui abbiamo chiesto qualche informazione in più su questi ospiti.

“Quello che so  – ci ha detto il sindaco – è che si tratta di armeni e di religione cristiana che sono arrivati da Yerevan, che è la capitale dell’Armenia. Ma sulla loro vicenda personale non so di più perché su questo la procedura di eseame della richiesta prevede molta riservatezza. Il padre è un 41enne che ci ha detto che faceva l’autista e il falegname, mentre sua moglie di un paio di anni più giovane è infermiera e si occupava di assistenza ai minori. Con loro due figlie di 17 e 14 anni e un terzo, un bambino di 9. Finché resteranno qui – in attesa che la loro pratica di accoglianza venga valutata – cercheremo di aiutarli anche a inserirsi attivamente nella nostra piccola comunità. Mi sembrano persone molto rispettose e disponibili”.

Difficile capire da dove provengano realmente e quale storia abbiano alle spalle. Basti ricordare che una minoranza cristiana ed armena in Siria, nelle zone di Kessab, ai confini con la Turchia – che storicamente peraltro è responsabile del genocidio di oltre un milione di armeni – e di Aleppo hanno subito un doppio assedio con relativi veri e propri massacri sia da parte dei tagliagole dell’Isis, che dagli islamisti di Al Nusra. Il Grande Male, come gli armeni chiamano il genocidio subito da parte dei Giovani Turchi circa 100 anni fa per loro è sempre in agguato.