Giorno del Ricordo 2026 a Giaveno: la memoria delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata

GIAVENO – In occasione del Giorno del Ricordo 2026, la CittĆ  di Giaveno, in stretta sinergia con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Torino, rinnova l’impegno civile per onorare la memoria delle vittime delle foibe e l’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia. MartedƬ 10 febbraio, alle ore 10:30, la Sala del Consiglio “Luigi Cugno” ospiterĆ  l’inaugurazione della mostra ā€œL’Istria, l’Italia, il mondo. Storia di un esodoā€, curata dal professor Enrico Miletto. Attraverso 16 pannelli espositivi, l’esposizione documenta il doloroso viaggio dei profughi: dalla partenza forzata all’arrivo nei campi di raccolta come le Casermette di Borgo San Paolo a Torino, fino alla faticosa integrazione nel tessuto sociale piemontese. La mostra, che gode del patrocinio della CittĆ  Metropolitana di Torino, resterĆ  visitabile su prenotazione fino al 13 febbraio, offrendo un’occasione preziosa di approfondimento didattico per le scuole e la cittadinanza.

Un ricco programma di eventi tra mostre storiche e l’attesa testimonianza di Egea Haffner per non dimenticare il dramma del confine orientale

Il momento più significativo delle celebrazioni si terrĆ  lunedƬ 16 febbraio, quando Palazzo Marchini accoglierĆ  Egea Haffner, nota universalmente come “la bambina con la valigia”. Simbolo iconico dell’esodo giuliano-dalmata grazie a una celebre fotografia, la Haffner condividerĆ  la sua drammatica esperienza, raccontata anche nel libro e nel film omonimi. All’incontro parteciperanno il Sindaco Stefano Olocco, che ha fortemente voluto dare continuitĆ  al valore della testimonianza, insieme ai vertici dell’ANVGD Alessandro Cuk e Antonio Vatta. Raccontare la storia di Egea significa dare voce a circa 350.000 esuli che hanno segnato la storia contemporanea europea, trasformando la sofferenza in un messaggio di pace e consapevolezza. Le iniziative, supportate dall’Unione Comuni Montani Val Sangone, mirano a rendere omaggio a una comunitĆ  che ha saputo mantenere vive le proprie radici pur integrandosi con dedizione nella realtĆ  torinese.

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