GIAVENO – Il giallo della morte di Germano Giai Levra a Giaveno, che lo scorso maggio aveva portato all’indagine per omicidio di un figlio e per omissione di soccorso dell’altro, ha finalmente trovato un punto fermo grazie ai risultati dell’autopsia. L’esame medico ha infatti stabilito che l’anziano di 91 anni, noto ex assicuratore, ĆØ deceduto per cause naturali, ovvero a causa di una “insufficienza respiratoria dovuta ad unāestesa polmonite bilaterale”. Questa conclusione, che scagiona di fatto l’accusa più grave, l’omicidio, chiarisce che la profonda ferita alla testa e le costole rotte non sono state la causa ultima del decesso. Tuttavia, le condizioni precarie in cui Germano ĆØ stato trovato e soccorso in piazza Molines hanno sollevato nuove e gravi questioni, spostando il focus delle indagini su un contesto di presunto abbandono e abusi.
Giaveno: l’autopsia riscrive il caso Giai Levra, escludendo l’omicidio
L’esclusione dell’omicidio non chiude, tuttavia, il fascicolo per i due figli, Davide e Mauro, che restano indagati per maltrattamenti e omissione di soccorso. Il rapporto autoptico ĆØ impietoso, rilevando per Germano una condizione di “abbandono che gli ha impedito di avere cure tempestive e, con alta probabilitĆ , di maltrattamento fisico”. Il documento sottolinea un elemento cruciale: “Se Giai Levra non fosse giunto in ospedale in condizioni terminali ma alcuni giorni prima, ĆØ ragionevole affermare che il decesso non si sarebbe verificato, almeno non nei tempi in cui ĆØ avvenuto”. La morte di Giai Levra si configurerebbe, dunque, non come un atto violento diretto, ma come la drammatica conseguenza di una negligenza prolungata e di un mancato e tempestivo intervento, mantenendo l’indagine attiva per accertare le responsabilitĆ legate al deterioramento delle condizioni di vita e di salute dell’anziano.
































