Giaveno: il diacono Guglielmo Besselva verso il sacerdozio

GIAVENO: IL DIACONO GUGLIELMO BESSELVA VERSO IL SACERDOZIO

GIAVENO La Diocesi di Torino e la Chiesa di Giaveno ĆØ in festa per i cinque nuovi diaconi ordinati per le mani dell’arcivescovo Roberto Repole nella Giornata mondiale dei poveri. Si tratta dei torinesi: Carlo Miranti, Paolo Pistoi, Daniel Sabau, Paolo Zeri, diaconi permanenti, e del giavenese Guglielmo Besselva, diacono transeunte, quasi al termine del suo cammino verso il sacerdozio.

IL MESSAGGIO

Ha detto monsignor RepoleAl termine dell’anno liturgico, la sapienza della Chiesa ci mette davanti all’attesa della venuta ultima, della parusia del Figlio di Dio, quasi a suggerirci che tutta la preghiera della Chiesa, tutta la liturgia della Chiesa dovrebbe sedimentare nel cuore della comunitĆ  dei credenti e nel cuore di ognuno di noi, un gorgoglio continuo, un anelito continuo, che ci fa dire: ‘Vieni Signore Gesù, vieni presto!’. E la pagina del Vangelo di Marco che abbiamo sentito ci invita a rilevare alcuni aspetti decisivi di questa venuta ultima di nostro Signore Gesù Cristo. Anzitutto ci dice che ĆØ una certezza: Egli verrĆ . Ma verrĆ  in una modalitĆ  che per noi rimane sconosciuta e verrĆ  in un tempo che non sappiamo. Dice Gesù ai suoi discepoli che si vedrĆ  il Figlio dell’uomo venire Ā«sulle nubiĀ»: qualcosa che non riguarda la nostra esperienza storica, ĆØ una venuta che mette fine alla storia e dunque anche la modalitĆ  sarĆ  totalmente diversa da ciò a cui i nostri occhi sono abituati, vivendo dentro il tempo, dentro la storia. Ma verrĆ  anche in un tempo che non ĆØ preventivabile. Quasi a dire che non possiamo avere una presa sulla venuta del Figlio di Dio, quasi a dire che più radicalmente non possiamo avere una presa sul Figlio di Dio“.

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