Giaveno, il 25 Aprile 2021 nell’emergenza Coronavirus con l’ANPI Emergenza Coronavirus, il bollettino dei contagi

GIAVENO – Il 25 Aprile a Giaveno. La Città l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Giaveno Val Sangone ricorda il 76° Anniversario della Liberazione domenica con una cerimonia nel rispetto delle misure anti Covid. Alle 10.45 deposizione da parte del Sindaco Carlo Giacone di una corona al monumento dei Caduti di tutte le guerre presso il Campanile cittadino, per riconoscenza e in ricordo dei partigiani, delle vittime civili e di tutti i Caduti in guerra. Alle 11.15 in Collegiata San Lorenzo Martire, il Parroco Don Gianni Mondino celebrerà la Messa in suffragio di tutti i caduti. Per il 25 Aprile l’ANPI Giaveno Val Sangone Divisione Autonoma Sergio De Vitis con la Presidente Lilliana Giai Bastè farà un breve momento di ricordo con la lettura dei nomi dei caduti alle 10,15 presso il Monumento Divisione Campana posto all’interno del Cimitero del Capoluogo.

LA FESTA

L’anniversario della liberazione d’Italia, ricorrenza conosciuta anche come festa della Liberazione o semplicemente 25 aprile. E’ una festa nazionale della Repubblica Italiana. Ricorre il 25 aprile di ogni anno e che celebra la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall’Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943.

LA STORIA

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia il cui comando aveva sede a Milano proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa. Giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi. Assumendo il potere in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano. Stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

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