GIAVENO – Che i profughi pakistani lascino davvero gli alloggi di Case Brancard per essere destinati alla frazione Roccette è cosa nota da mesi. Che questo spostamento avvenga davvero e’ una promessa, non mantenuta, da dicembre. E’ dall’anno scorso che la cooperativa che gestisce gli alloggi di accoglienza, e incassa dalla Prefettura, ha promesso alla famiglia proprietaria a Case Brancard obbligata a vivere a Giaveno per l’impossibilita’ di una convivenza impossibile, lo spostamento dei profughi.
Non possiamo vivere a casa nostra
Prima l’indicazione era per uno spostamento entro Natale, poi il termine è slittato a Pasqua, adesso a settembre. Intanto nella casa, futura Casa di Accoglienza, mancherebbero i requisiti essenziali perché il Comune autorizzi l’ingresso dei profughi nell’abitazione scelta dalla cooperativa. Insomma una situazione insostenibile e senza controllo. “Qui viviamo una situazione fuori controllo nella quale la mia famiglia- spiega il proprietario dell’appartamento a Case Brancard – è obbligata a vivere fuori casa perché la casa non è controllata e i profughi non sono sotto controllo e ci impediscono di vivere a casa nostra”.

































