GIAVENO – Una piazza sentita e partecipata ha fatto da cornice alle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo a Giaveno, in questo significativo 25 aprile. Le parole pronunciate durante la commemorazione hanno vibrato di gratitudine e di un profondo senso di responsabilità verso il passato e il futuro. L’eco della lotta partigiana, del coraggio di uomini e donne in armi e del fondamentale sostegno della popolazione civile ha riempito l’aria, trasportando i presenti indietro nel tempo, a quel lungo e sofferto periodo di Resistenza. Un riscatto dalla dittatura e dalla dominazione straniera che ha plasmato l’Italia che oggi conosciamo, fondata sugli ideali di pace, libertà e democrazia.
80 anni di Liberazione a Giaveno
Come è stato sottolineato, ricordare quegli eventi non è un mero esercizio di storia, ma un atto indispensabile per comprendere appieno il valore della nostra Repubblica. Trasmettere questa consapevolezza alle giovani generazioni è un compito cruciale per costruire un futuro saldo sui pilastri della libertà, della democrazia e dell’impegno per la pace. Ripercorrere gli avvenimenti, i luoghi e gli episodi della lotta di Liberazione a Giaveno e in Val Sangone assume un significato ancora più profondo oggi, con la progressiva scomparsa dei testimoni diretti di quel tempo. “Fare memoria” diviene un imperativo etico, un modo per onorare il prezzo altissimo pagato da intere generazioni e per impedire che il velo dell’oblio scenda sul loro sacrificio.

La Val Sangone fu un teatro cruciale della Resistenza, un territorio dove ogni valle, borgata e frazione fu segnata da scontri, rastrellamenti e rappresaglie. Un periodo che vide la comunità locale stringersi in un patto di solidarietà, animata dalla determinazione di liberare il paese dal terrore e dalla sopraffazione. Il sacrificio di partigiani e civili fu immenso, un tributo di sangue versato contro il nemico invasore tra il settembre 1943 e l’aprile 1945. Un eroismo collettivo che valse al Comune di Giaveno, e attraverso di esso a tutta la Val Sangone, la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il decreto di concessione ne è una testimonianza eloquente, ricordando le continue ed eroiche gesta di ribellione e di guerra, la barbarie nemica che non risparmiò arresti, torture, deportazioni e la perdita di vite umane tra i volontari della libertà e la popolazione civile, insieme alle numerose case distrutte. Un “esempio purissimo di coraggioso olocausto e di dedizione alla Patria per riconquistare la sua perduta libertà”.
































