Formazione artistica post-laurea al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

UNA SCUOLA POST LAUREA AL CASTELLO DI RIVOLI

RIVOLI – Un nuovo luogo di formazione artistica post-laurea. Nasce nel 2024, con sede al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e nella regione Piemonte. Coadiuvati da un Ensemble di docenti locali a rotazione, un gruppo di dodici praticantato neolaureato lavorerĆ  collettivamente e criticamente per smantellare le proprie discipline e ritardare la produzione in uno spirito di dialogo aperto.Ā Un seminario pilota, Prologo di Una scuola in divenire, si svolgerĆ  per quattro giorni, dalĀ  23 al 26 settembre 2024, presso una scuola al castello di Rivoli, nell’ambito di Aperto, programma di formazione promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT (www.aperto-crt.it). La scuola proseguirĆ  la settimana successiva con la prima coorte di praticantato attraverso una serie intensiva di workshop, Un tentativo di estensione e allungamento, tenuti dall’Ensemble dal 30 settembre al 3 ottobre 2024.

IL PRIMO GIORNO

Le immagini modellano la nostra percezione e comprensione del mondo e con la proliferazione degli schermi, la loro mediazione condiziona anche la nostra esperienza. In questo intervento, Vincenzo Estremo intende partire sollevando domande come In che modo in un tempo ipermediatizzato un atto iconoclasta può trasformarsi in un gesto politico del presente? E se distruggessimo gli schermi? Come sfidiamo il dominio dell’inquinamento visivo esplorando la rottura del proliferare delle interfacce? L’intervento ha lo scopo di avviare nuove modalitĆ  di coinvolgimento che trascendano i confini degli schermi convenzionali, ridefinendo il modo in cui interagiamo e interpretiamo i media visivi. Esplorazioni sul Senso di Appartenenza e Distruzione o sul Senso Etico nelle Rappresentazioni nei media: In questo workshop, i PRATICANTʏ esploreranno come la percezione e la rappresentazione di temi come la guerra, il dolore e la sofferenza, raffigurati dai media, manipolino, influenzino e trasformino il nostro modo di percepire e sentire la realtĆ . Quali sono i rischi nel separare l’apparenza dall’essenza? La forma dal contenuto? La realtĆ  dalla sua immagine? Come possiamo annullare i pregiudizi ideologici delle rappresentazioni e delle ā€œgeografie immaginativeā€ che caratterizzano i nostri media oggi? Queste complesse domande saranno affrontate attraverso il lavoro collettivo e il dibattito, nell’ambito di un documentario emergente, attualmente in fase diĀ  sviluppo da parte di Maria Abdulhamid, incentrato sul concetto di ā€œabitazioneā€ come simbolo di ā€œappartenenza”.

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