Formaggi delle Alpi Cozie, degustazioni e dimostrazioni per promuoverli

VALSUSA – Undici aziende di alpeggio partecipano al progetto per valorizzare i formaggi delle Alpi Cozie, attraverso un disciplinare di marchiatura e attività di promozione nei territori dei parchi coinvolti. L’iniziativa prosegue l’esperienza ultradecennale del Parco naturale Orsiera Rocciavrè. Le aziende aderiscono volontariamente e sono distribuite nei Parchi Orsiera Rocciavrè (9), Val Troncea (1) e Gran Bosco di Salbertrand (1). Il disciplinare approvato dall’Ente stabilisce le caratteristiche richieste e le modalità di marchiatura dei formaggi prodotti nell’area protetta. La marchiatura a fuoco riguarda i formaggi tipo toma e toma del lait brusch prodotti e stagionati oltre 60 giorni. Il progetto prevede anche un esame qualitativo a campione. In base alle disponibilità può essere effettuato un esame sanitario e organolettico aggiuntivo rispetto ai controlli di routine delle ASL competenti. Una volta all’anno una giuria ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi, esamina i campioni e stila una graduatoria di merito. Leggi anche: Formaggi d’Alpeggio del Rocciamelone, l’idea del marchio

Formaggi delle Alpi Cozie tra marchiatura e promozione

La promozione del progetto avviene attraverso dimostrazioni di caseificazione in piazza, spesso inserite in eventi con la partecipazione di uno o più produttori aderenti e dei loro prodotti. Altre dimostrazioni si svolgono nelle scuole di tutti i livelli, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo del formaggio a latte crudo. Sono previste anche degustazioni guidate con tecnici ONAF, pensate per far conoscere le peculiarità e le problematiche dei formaggi, e degustazioni durante gli eventi. Nei locali aderenti al progetto Parchi da Gustare, i formaggi vengono proposti in abbinamento ai piatti preparati dagli chef. Il progetto è presentato nella scheda ufficiale sui formaggi delle Aree Protette Alpi Cozie. Tra le collaborazioni citate figurano produttori e prodotti del territorio e non: cevrin di coazze, plaisentif, dahù e bithia, indicato come pecorino di bitti. Il progetto comprende inoltre sperimentazioni e valutazioni su possibili diversificazioni della produzione, con l’obiettivo di ampliare l’offerta delle aziende aderenti. Le tipologie considerate includono la toma a caglio vegetale e quella speziata con cumino, genepì o lavanda. Tra le proposte c’è anche il bruss, descritto come ricotta speziata. È in valutazione, infine, la modifica delle pezzature dei formaggi. Il disciplinare è consultabile nel regolamento del marchio. Le diverse attività affiancano quindi la marchiatura dei prodotti alla loro promozione attraverso dimostrazioni, degustazioni e sperimentazioni produttive, coinvolgendo le aziende di alpeggio dei tre parchi indicati.

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