CAPRIE – L’estate capriese del 2025 si è conclusa con le toccanti celebrazioni delle feste patronali in borgata Sala, un evento che ha unito la comunità in un’atmosfera di fede e condivisione. Il fulcro della festa, come da tradizione, è stata la celebrazione di San Grato, patrono a cui è dedicata la suggestiva cappella locale. La cerimonia principale si è svolta sabato 6 settembre, un pomeriggio che ha visto una grande partecipazione da parte dei residenti e non solo. La Santa Messa, officiata da don Franco Davì, è stata un momento di profonda riflessione. Nell’omelia, don Franco ha saputo magistralmente unire la figura del vescovo Grato, vissuto nel ‘400, con la spiritualità contemporanea, creando un ponte tra la fede antica, legata alle radici rurali, e quella attuale. Questo parallelismo ha offerto ai fedeli uno spunto per meditare sul significato della tradizione e sulla sua rilevanza nel mondo di oggi. La partecipazione sentita ha dimostrato come questi eventi siano ancora vitali per mantenere vivo il senso di appartenenza e la coesione sociale. La benedizione della “carità”, offerta con generosità da Flavia De Bernardi e famiglia, ha aggiunto un tocco di solidarietà e gratitudine. Questo gesto, simbolo di condivisione e aiuto reciproco, è un pilastro fondamentale delle feste patronali, che non si limitano a essere solo celebrazioni religiose, ma veri e propri momenti di comunità.
Feste patronali a Caprie in borgata Sala
Le festività sono proseguite con una gioiosa merenda condivisa, che ha trasformato la piccola radura in un vivace punto d’incontro. Amici e vicini hanno avuto l’opportunità di scambiare chiacchiere, rievocare ricordi e godere di un pomeriggio di pura fraternità. L’atmosfera era permeata da un senso di semplicità e bellezza, un raro antidoto alla frenesia della vita moderna. La distribuzione del pane della carità, gesto che simboleggia la generosità e la condivisione, ha rafforzato ulteriormente i legami tra i presenti. Un altro momento significativo è stato la benedizione del quadro della Madonna, destinato a essere collocato in un pilone votivo in fase di restauro, un progetto che testimonia l’impegno e la devozione dei borghigiani. Le ore sono volate, tra risate e storie, in un pomeriggio che ha saputo regalare un’esperienza di calore umano e serenità. Mentre il sole calava all’orizzonte, ognuno è tornato a casa con il cuore colmo di gratitudine per un’esperienza che ha nutrito non solo il corpo, ma anche l’anima, confermando che la forza di una comunità risiede nella sua capacità di celebrare insieme le proprie tradizioni e la propria fede.































