VALSUSA – A Villar Focchiardo, tra le mura storiche di Cascina Roland, il tempo sembra rallentare per seguire il ritmo della natura e delle stagioni. Qui, papà Franco, cuoco e pasticcere dall’animo nobile, coltiva la sua missione quotidiana: “offrire una tavola che sia racconto di vita“, curando con amorevole dedizione le erbe aromatiche del suo orto e selezionando ingredienti che sono piccoli tesori del territorio. La sua è una cucina fatta di gesti antichi e di una sapiente cura che trasforma la materia prima in emozione pura. Franco non si limita a cucinare; egli tramanda un vero e proprio “sentimento del buon vivere”, un’educazione al gusto che è diventata il DNA professionale del figlio Federico Garzelli. In questo angolo di Val di Susa, la passione del padre per la terra e per la genuinità ha gettato le basi per un percorso straordinario, dimostrando come l’amore per la propria tavola possa diventare il volano per sfide internazionali capaci di unire le vette alpine ai profumi del Mediterraneo.
Dalla tavola di Villar Focchiardo alle vigne vulcaniche di Nisyros: l’eredità del gusto che attraversa i confini
Il percorso dell’enologo Federico Garzelli rappresenta oggi un ponte affascinante tra le cime piemontesi, curato in giro per l’Europa, e l’energia primordiale dell’Egeo. Trasferendo la propria competenza tecnica dalle Alpi alla Grecia, Federico è diventato l’anima pulsante di Nisyros Wines, un progetto ambizioso nato dal magnetismo di un’isola vulcanica. La sfida è riportare in vita un’eredità vitivinicola secolare all’interno di una cantina ipogea scavata nei pendii del cratere. Qui, tra vasche in acciaio e anfore d’argilla, Federico traduce la potenza del terroir in vini organici che sono pura espressione di biodiversità. La sua filosofia, figlia di quegli insegnamenti paterni a Cascina Roland, si fonda sul rispetto assoluto della materia prima: manipolazioni minime e pratiche biodinamiche permettono ai vitigni autoctoni del Dodecaneso di esprimersi senza filtri. Collaborando con i viticoltori locali, i “custodi storici” dell’isola, Garzelli non produce solo eccellenza, ma salva varietà antiche dall’obbandono, trasformando ogni calice in un tributo liquido alla cultura greca e in fondo… alle radici piemontesi.




































