EXILLES – Era il 18 gennaio 1885 quando una delle più grandi tragedie delle Alpi piemontesi si consumò a Exilles, in Val di Susa, ed oggi è stata ricordata in TV. Dopo quattro giorni di neve fitta e incessante, decine di valanghe si abbatterono sulle case, dalla Val Susa alla Val Varaita. Il bilancio fu di 236 vittime, di cui 35 solo a Deveys, una piccola borgata sopra Exilles. I loro nomi campeggiano ancora oggi sulla facciata della chiesa. I racconti personali sono diventati memoria di una comunità. Oggi il paesaggio è ben diverso da quello di allora, ma i disegni dell’artista Oreste Silvestri, nato a Biella a metà 800, ci riportano indietro nel tempo. Mostrano Deveys poco dopo la valanga, la furia della neve che travolge tutto. Le case sventrate. I soccorritori, arrivati dal Forte solo dopo 24 ore, mentre vanno alla ricerca dei sopravvissuti.
La valanga al Deveys
“È stata praticamente distrutta tutta la frazione“, racconta il sindaco di Exilles in TV su Rai Tre, Roberto Segafredo. “Gli abitanti che non sono scomparsi sotto la valanga hanno dovuto lasciare la borgata. Poi nel tempo naturalmente è stata ricostruita e si è tornati alla vita“. E 140 anni dopo, Deveys continua a onorare i suoi morti, per la messa nella chiesetta restaurata sono arrivati in tanti, anche chi non abita più qui da tempo. E così le vie della borgata hanno ripreso a popolarsi, per riannodare i fili di una storia che nessuno, in queste valli, ha mai dimenticato. I nomi delle vittime di questa tragedia sono ancora oggi ricordati con una lapide nella chiesa di Deveys. La comunità locale si è impegnata a preservare la memoria di questo evento, tramandando di generazione in generazione i racconti e le testimonianze di chi ha vissuto quei tragici momenti.
































