AVIGLIANA – Ancora un caso di violenza sui treni regionali della Valsusa che riaccende l’allarme sicurezza sui mezzi pubblici. La sera di sabato 31 maggio, un giovane minorenne e un suo amico, entrambi residenti in Valsusa, sono stati vittime di una rapina mentre viaggiavano sul treno regionale in direzione Torino. I due ragazzi sono stati accerchiati da un gruppo composto da cinque giovani di origine nordafricana, che hanno notato il cellulare in mano al minorenne e, con minacce di violenza, si sono fatti consegnare il dispositivo. Spaventati e intimoriti, i due amici sono scesi alla prima stazione utile, a Rosta, da dove hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine utilizzando il telefono dell’altro ragazzo. La polizia ferroviaria è prontamente intervenuta alla stazione di Grugliasco, riuscendo a fermare e identificare i responsabili, che sono stati denunciati a piede libero. Il telefono è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.
Preoccupazione tra i residenti: “Che senso ha denunciare se nessuno viene punito?”
L’episodio ha scatenato un’ondata di indignazione tra i residenti della Valsusa e sui social, dove in molti chiedono maggiore sicurezza sui mezzi pubblici, soprattutto nelle ore serali. La madre del ragazzo rapinato ha espresso tutta la sua frustrazione: “I cinque ragazzi nordafricani sono stati identificati, ma poi rilasciati come se nulla fosse. Che senso ha denunciare, se poi nessuno viene punito?”. Questo caso alimenta un crescente senso di sfiducia nelle istituzioni e nel sistema giudiziario, in particolare quando si tratta di minori coinvolti in episodi di violenza urbana. L’accaduto riporta alla ribalta il problema della sicurezza sui treni regionali e la necessità di misure preventive più efficaci per garantire la tranquillità dei passeggeri e tutelare soprattutto i più giovani. Le autorità sono ora chiamate a dare risposte concrete, affinché la Valsusa non diventi terreno fertile per bande e atti di microcriminalità.
































