SESTRIERE – “Uscire dall’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea è uno dei punti salienti del nostro programma elettorale. Una scelta concreta, possibile e già prevista dallo statuto dell’ente stesso”. Così il candidato sindaco Alberto Paleardi della lista civica Prima Sestriere interviene su uno dei temi centrali della campagna elettorale. “In questi anni ho potuto verificare personalmente, anche facendo parte del Consiglio dell’Unione Montana, che dietro ai grandi annunci ci sono ben poche ricadute concrete per Sestriere. Nei bilanci dell’ente, di fatto, le risorse servono quasi esclusivamente a coprire il costo del personale, soldi che arrivano direttamente dai Comuni aderenti”.
Elezioni a Sestriere
Secondo il candidato il nodo centrale che affligge Sestriere risiede in una gestione delle risorse umane ritenuta profondamente inefficiente e penalizzante per il bilancio comunale. Il cuore della polemica riguarda il costo di circa 30 dipendenti sostenuto dall’ente, a fronte di soli 16 operatori effettivamente dedicati alle necessità del territorio. Questa sproporzione implica che i contribuenti di Sestriere stiano di fatto finanziando servizi e personale a beneficio di altri Comuni. Il risultato è un drenaggio di capitali che, invece di tradursi in efficienza, genera disservizi cronici: manutenzioni a rilento e una macchina amministrativa che non riesce a rispondere con la dovuta rapidità alle esigenze di residenti e turisti. L’ipotesi di una fuoriuscita dall’Unione Montana non è più solo una provocazione, ma una strategia amministrativa concreta basata sui precedenti di Oulx e Usseaux. L’obiettivo economico è chiaro: recuperare il pieno controllo delle proprie risorse finanziarie per reinvestirle direttamente sul territorio. Slegarsi da un sistema burocratico centralizzato permetterebbe a Sestriere di ottimizzare la spesa pubblica, garantendo che ogni euro versato dai cittadini torni sotto forma di infrastrutture e servizi d’eccellenza. Riavere la gestione esclusiva del personale significa, in ultima analisi, trasformare un costo passivo in un investimento per la competitività di una delle località montane più importanti d’Italia.
































