di DIANA MARIA ANTONIETTA SARNO
TORINO – Durante la mattinata di giovedì 12 febbraio 2026, Don Luigi Ciotti, una delle figure più rilevanti del panorama civile e sociale italiano, si è recato al Liceo salesiano Madre Mazzarello di Torino per incontrare gli studenti e le studentesse. Noto soprattutto per il suo impegno contro le mafie e a favore degli ultimi, ha saputo coinvolgere i ragazzi nel corso di un dialogo nel quale ha affrontato gran parte dei temi portanti del suo pensiero. Ha esordito con una presentazione provocatoria che è risuonata subito come un richiamo alla responsabilità di tutti e di ciascuno: “Qui, oggi, non è venuto don Luigi Ciotti. Io mi chiamo Luigi Ciotti, sono ritornato volentieri in questo luogo, ma oggi non è venuto Luigi Ciotti … io rappresento un “noi”, non “io”. Perché tutto quello che mi ha accompagnato nella mia vita è veramente il frutto di avere condiviso con altri: il “noi” è un elemento vitale per la società, per la scuola, per la Chiesa. Non è opera di navigatori solitari, perché è solo unendo le nostre forze che noi diventiamo una forza: tanti “io” che diventano un “noi”. I cambiamenti che noi sogniamo e desideriamo hanno bisogno del contributo di ciascuno di noi”.
Don Luigi Ciotti incontra il Liceo Madre Mazzarello di Torino
Il discorso è poi proseguito con il racconto della propria vita, soprattutto su alcuni momenti chiave. Tra i diversi episodi, i ragazzi hanno affermato di essere stati colpiti particolarmente dal racconto di come Luigi Ciotti, da ragazzo, abbia fatto amicizia con un ex medico, diventato senzatetto in seguito alla morte della sua famiglia in un incidente d’auto. Lo incontrava tutte le mattine, percorrendo la strada per andare a scuola. Il “Don” si è soffermato soprattutto su come il dialogo e l’interazione con quest’uomo abbiano completamente modificato la sua prospettiva e gli abbiano consentito di iniziare a sviluppare i pensieri e gli ideali che l’avrebbero poi accompagnato nell’ideazione e nella realizzazione del suo grandissimo lavoro pubblico, che lo porterà a fondare il Gruppo Abele e l’associazione di promozione sociale Libera, coinvolta in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti.
L’ultimo incontro con Paolo Borsellino
A questo proposito, egli ha ricordato l’ultimo incontro con Paolo Borsellino, avvenuto pochi mesi prima della strage di Via D’Amelio a Palermo e descritto con grandissima emozione. Durante il loro ultimo caffè insieme, infatti, i due si sarebbero dati appuntamento per qualche mese dopo, senza sapere che la criminalità organizzata avrebbe tolto loro la possibilità di rincontrarsi. Successivamente, Don Luigi Ciotti ha voluto sottolineare l’importanza della bontà e dell’aiuto fraterno in relazione non solamente alla lotta contro la mafia, ma alla vita quotidiana. Richiamando l’attenzione dei ragazzi e richiedendo il loro intervento, ha affrontato l’argomento in maniera semplice utilizzando il cosiddetto “esempio delle formiche”. Questi piccoli animali possiedono, infatti, due diversi stomaci: uno per il proprio nutrimento ed un altro funzionale alla conservazione dei nutrienti, perchè questi possano essere condivisi con gli esemplari più anziani o più giovani che non sono in grado di procurarseli autonomamente. Allo stesso modo, l’appello di Don Ciotti ha incitato i ragazzi a creare il proprio “secondo stomaco” per riempirlo di attenzione e gentilezza da dividere e condividere con gli altri.
In ricordo delle vittime innocenti delle mafie
Infine, tramite la frase “La Chiesa deve abitare la storia”, ispirata al suo grande amico papa Francesco, Don Luigi ha voluto lanciare uno slogan che potesse ispirare alunni e professori, che hanno seguito l’intervento con un silenzio attento. È, infatti, necessario che la Chiesa accolga i giovani, si metta in ascolto delle loro proposte, per riuscire, così, a diventare una realtà attiva, “incarnata”, anche nella vita delle nuove generazioni, capace così di “abitare la storia”. Ora l’appuntamento è per la XXXI Giornata della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si svolgerà, dopo 20 anni, nuovamente a Torino il 21 marzo 2026. Noi, giovani del Liceo Mazzarello, ci saremo!



































