RIVOLI – Al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea per celebrare il compleanno del Museo, il Natale e la restituzione di importanti sculture appartenenti al patrimonio storico della Residenza Sabauda, sabato 18 dicembre alle ore 11 il Direttore, Carolyn Christov-Bakargiev, e il Sindaco della Città di Rivoli, Andrea Tragaioli, accoglieranno i visitatori nella Sala 15 cosiddetta ‘dei Quattro Continenti’ ove verranno presentati anche il modellino ligneo juvarriano, che con l’occasione ritorna in sede illuminato dall’artista contemporaneo Renato Leotta, nonché il capolavoro cinquecentesco del Francia, Madonna con il Bambino e un angelo che presenta san Giovanni Battista, della Collezione Cerruti.
LA SALA
Per celebrare le festività natalizie, nella ‘Sala dei Quattro Continenti’ (Sala 15) al primo piano del Museo, i visitatori vengono accolti dalla Madonna con il Bambino e un angelo che presenta san Giovanni Battista, c. 1505, di Francesco Raibolini, detto Francia (Bologna, c. 1447–1517). Pittore e orafo, Raibolini esordì come orefice per poi dedicarsi alla pittura a partire dal 1487 e avviare, tre anni dopo, una prosperosa bottega. La finezza dell’orafo si manifesta nelle prime opere dove sono evidenti influssi toscani e ferraresi; successivamente, la sua arte limpida e accurata appare ispirata al classicismo della pittura di Pietro di Cristoforo Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve, 1446 – Fontignano, 1523).
LA NATIVITA’
Il tema della Natività permea il dipinto del Francia che raffigura la Vergine secondo un’iconografia tradizionale, abbigliata di rosso con il manto blu, colta nell’atto di presentare Gesù bambino benedicente; accanto a lei un piccolo san Giovanni, riconoscibile dalla tunica e dall’asta sormontata dalla croce, viene sorretto da un angelo mentre scavalca una balaustra per indicare Cristo. Il bambino Gesù è anche un Salvator Mundi poiché sostiene la sfera nella mano sinistra e benedice con la mano destra, alludendo pertanto a un tempo circolare che si ripete attraverso la sua nascita e vita terrena. La composizione è legata da un gioco di sguardi teneri che coinvolgono lo spettatore nella scena e allo stesso tempo prefigurano il destino di passione di Gesù. Alle spalle delle figure si intravede un paesaggio agreste, che si apre a perdita d’occhio fino alle montagne azzurre sullo sfondo.
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