Diario da Roma: un fallimento la politica economica del governo Degli oltre 130 miliardi di euro fin qui impegnati dal governo con i decreti di scostamento, quanti sono andati agli indennizzi?

ROMA – Diario da Roma: il vice ministro dell’Economia Laura Castelli “non esclude nulla”. Neppure che i 4 miliardi (dico: 4 miliardi) destinati a un’inutile lotteria degli scontrini vengano più utilmente destinati a rafforzare la politica dei ristori. A piccole imprese, artigiani e lavoratori autonomi. Mi permetto un suggerimento. Trovi, il vice ministro, il coraggio e l’onestà intellettuale di fermare tutti o gran parte dei bonus e degli incentivi. Dai monopattini alle biciclette, fino al superbonus del 110% che potrebbe essere ridimensionato per incrementare una politica di ristori che finora non ha ristorato niente più del 6,5% della perdita di fatturato delle attività economiche.

POLITICHE ECONOMICHE

Degli oltre 130 miliardi di euro fin qui impegnati dal governo con i decreti di scostamento, quanti sono andati agli indennizzi? E quanti sono invece stati divorati da bonus e incentivi dal sapore clientelare ed elettoralistico? È l’impianto di questa politica economica, completamente sbagliato, che ha portato il governo e la maggioranza su un binario morto. Il primo volenteroso dovrebbe essere il presidente del Consiglio. Provi a cambiare la curva della politica economica, a dare un colpo d’ala. E solo allora potrà verificare se in Parlamento si instaura un clima nuovo e migliore rispetto al passato.

LO SCI

Dopo le troppe promesse, il settore dello sci è ancora in attesa di ristori adeguati da parte del governo. Il ministro Gualtieri, in audizione alla Camera, ha assicurato che nel decreto ristori-5 saranno previsti indennizzi anche per i gestori degli impianti di risalita. Finora si tratta di una promessa, attendiamo di vederla tradotta in un impegno chiaro nella stesura del decreto ristori. Il governo non può affidarsi solo agli sforzi delle Regioni alpine, capaci, come capace è stato il Piemonte, di raschiare il fondo del barile e trovare 20 milioni per indennizzare il settore del mancato fatturato. Migliaia di lavoratori e di famiglie sono senza stipendio dal marzo scorso, sprovvisti di cassa integrazione e molti di loro, stagionali, sanno già che quest’anno la stagione sciistica è saltata e dunque non percepiscono nessun sussidio. È il caso di ricordare che il settore contribuisce al PIL nazionale con un fatturato che si aggira intorno agli 8 miliardi. Il governo non può considerare gli operatori del settore alla stregua di figliastri.

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