
RIVOLI ā Cose buone: Ā Gofri sono delle cialde croccanti, molto diffuse in Valsusa. Preparate con farina, acqua e lievito e cotte su apposite piastre di ghisa. Tradizionalmente preparate come sostituto del pane, sopratutto in inverno. PerchĆØ le popolazioni delle nostre montagne avevano difficoltĆ a scendere a valle per panificare. Il loro nome, Gofri, e anche la loro origine, risentono dellāinfluenza francese, e si possono farcire in tanti modi. Sia dolce che salato, un po’ come la piadina, dalla quale però differisce per la sua irresistibile consistenza croccante.
LA PREPARAZIONE
La ricetta tradizionale dei Gofri prevede lāutilizzo di una gofriera in ghisa. GgoufrƬe o fer Ć gaufre, due piastre sovrapposte e incernierate su un lato in modo che si aprano a libro. Ma in casa si potranno preparare anche con una più comune piastra per waffle o una cialdiera elettrica. Di quelle utilizzate per la preparazione delle cialde dei coni gelato. Preparate quindi una pastella morbida sciogliendo il lievito di birra nellāacqua acqua tiepida, unite poi la farina. Anticamente si utilizzava miscelare in parti uguali farina di frumento e farina di segale e un pizzico di sale. Lasciate lievitare questo composto in una ciotola coperta per almeno 3-4 ore. Trascorso questo tempo scaldate la piastra, ungetela da entrambi i lati strofinando con un pezzo di lardo infilzato su una forchetta e versatevi un poā di impasto. Distribuendolo uniformemente. Chiudete la piastra e fate cuocere il Gofri per circa 6 minuti. Tre per lato sulla piastra tradizionale che va girata sopra il fornello. A fine cottura il Gofri dovrĆ risultare dorato e croccante e va consumato caldo per non perdere la sua fragranza.

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