Condove: morto Ilvo Bellone medaglia d’oro della Fidas Per tanti anni attivo nell'associazione dei donatori di sangue

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GIAVENO – È morto Ilvo Bellone conosciuto volontario dell’associazione donatori di sangue Fidas Condove-Caprie. Scrivono i suoi amici della Fidas. “Un’altra triste perdita colpisce il nostro gruppo in questo 2020. Ex alfiere, consigliere, terza medaglia d’oro e medaglia Re Rebaudengo, che tanto si è speso per la nostra associazione. Ci stringiamo alla famiglia in questo triste momento e porgiamo le nostre più sentite condoglianze”.

LA LUNGA STORIA DELLA FIDAS

Nel 1959 a Torino fu costituita la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue – FIDAS. Motore dell’iniziativa fu il professor Dogliotti che, nell’immediato dopoguerra, fondò il gruppo Provinciale di Torino e diede poi vita all’ Associazione Piemonte. L’idea di una Federazione delle Associazioni Donatori di sangue autonome ed indipendenti,ì si manifestò  a seguito degli incontri avvenuti tra rappresentanti di Associazioni della Liguria e del Piemonte. I quali inizialmente intendevano studiare la possibilità di realizzare un’unione ligure piemontese. Con il preciso scopo di collaborare per una migliore organizzazione del sistema trasfusionale delle due regioni.

L’ATTIVITA’

Lo Statuto è basato su principi altamente liberali per quanto riguarda l’autonomia e l’indipendenza di ogni singola Associazione. Pone tuttavia alle Federate l’accettazione di quei presupposti morali che sono indivisibili dai principi umanitari professati da soci donatori di sangue appartenenti alle medesime. Deve essere garantita la giusta destinazione del sangue offerto e deve essere evitata ogni speculazione che potrebbe essere fatta su di esso. La FIDAS, fedele alla scelta dei suoi Fondatori, si ripromette di rappresentare tutte le Associazioni autonome ed indipendenti aderenti, in modo da contenere validamente aberrazioni di scopi e storture nel campo delle attività trasfusionali. Di fronte allo Statuto e all’opinione pubblica, i donatori di sangue, come dissero i Fondatori, debbono essere tutti uguali, perché se identico è il dovere che volontariamente si assumono di compiere, eguale deve essere il riconoscimento nei loro confronti. Il professor Cesare Rotta fu il primo Presidente Nazionale della Federazione.

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