Condove: mancato don Leo Ferrero, un piccolo grande uomo di Chiesa

CONDOVE – E’ mancato oggi don Leo Ferrero, aveva 93 anni. Il suo apostolato lo vide a Mocchie, Sant’Ambrogio, San Giorio, Susa e nella casa di Riposo di Condove.Ā Don Leo Ferrero nacque a Sant’Antonino nel 1923. Da piccolo era una cima, pignolo, curioso conĀ una grande predisposizione per l’ascolto. Crescendo non divenne una cima, in senso fisico, ma unĀ grande e appassionato cultore del genere umano. A sei anni fu mandato in seminario a Susa. MagariĀ non sarebbe arrivata la vocazione ma sicuramente una buona cultura. Erano tempi quelli in cui, o siĀ era ricchi o per andare a scuola l’unica possibilitĆ  era il seminario. Dodici anni durò la suaĀ istruzione tra le mura della Cattedrale lasciando in lui buoni ricordi. ā€œEravamo trattati benissimo,Ā c’era una gerarchia precisa. I seminaristi più grandi badavano ai più piccoli e tutti erano sorvegliatiĀ dai professori. Il cibo era quello che era ma d’altronde neppure fuori si mangiava meglioā€ ricordaĀ don Leo. Terminò il suo cammino scolastico da chierico e prese i voti.

Ora il grande portone diĀ legno della piazzetta di San Giusto si apriva e il mondo era lƬ ad attenderlo. Come primo incarico fuĀ mandato sopra Mocchie in sostituzione del prevosto che avrebbe dovuto assentarsi per un breveĀ periodo, forse un mese. Don Francesco Bernardi ritornò invece nella chiesa sopra Condove dopo unĀ anno. ā€œIn montagna stavo benissimo era gente buona e sincera. Il mercoledƬ, giorno del mercato,Ā scendevo a piedi fino al Poisattoā€ dice don Leo ā€œda lƬ in bicicletta raggiungevo Condove e perĀ pranzo risalivo su per le montagne leggendo il mio breviarioā€. Sembra di vederlo come donĀ Abbondio salire su per i sentieri. La domenica poi l’invito a pranzo era sicuro come un bicchiere diĀ vino quanto passava a trovare qualcuno. Passò l’anno di ā€œvilleggiaturaā€ in montagna ed eccolo alĀ cospetto del vescovo Umberto Uglengo. Si trattava di decidere il futuro e il vescovo propose unaĀ chiesa in montagna a Millaures, sopra Bardonecchia. ā€œDeclinai gentilmente l’invitoā€ dice don Leo,Ā un anno di montagna gli era bastato.

Il don provò ad abbozzare la possibilitĆ  di andare in bassa,Ā magari a Sant’Ambrogio dove regnava don Emilio Rossero. La risposta di sua Eccellenza fuĀ categorica: ā€œvai e se ti vuole, rimaniā€. CosƬ don Ferrero, con un sorriso stampato in faccia, siĀ presentò nella canonica sotto la Sacra alla ricerca di una vice-parrocchia. L’incontro andò bene eĀ furono anni felici tra impegni parrocchiali e corse verso casa. Nel 1951 fu l’ora della crescita. UnaĀ parrocchia attendeva don Leo. ā€œNon era cosƬ semplice diventare parroco, non come oggi che ci sonoĀ più parrocchie che parroci. Eravamo in cinque per un posto e fummo sottoposti a un esame che durò tre giorniā€ dice don Leo. L’esame prevedeva il latino, la discussione di filosofia, teologia eĀ componimento. Fu il vincitore e potĆ© scegliere la destinazione. Fu allora che don Leo divenneĀ parroco di San Giorio, dove rimase fino al 1975.

SeguƬ tre generazioni di sangioriesi, tra battesimi eĀ funerali fu al fianco di un paese per ventiquattro anni. Ancora oggi ĆØ ricordato per la sua gentilezza,Ā la sua proverbiale riservatezza e il suo gusto; anche quello a tavola. Molti uomini, allora bambini,Ā raccontano delle loro visite in parrocchia per vedere le scimmie. ā€œAlcune suore arrivate dall’Africaā€Ā racconta don Leo ā€œmi regalarono delle scimmiette che io tenni in gabbiaā€. Le ginocchia, duramenteĀ provate, dalle lunghe ā€œcamminateā€ apostoliche, abbandonano il prete che prese in carico la ChiesaĀ del Suffragio di Susa. L’edificio si trova nel quartiere medioevale fuori le mura e fu voluta dal beatoĀ Rosaz per porre fine ai litigi tra parrocchiani circa l’utilizzo delle chiese per le sepolture dopo laĀ costruzione del nuovo cimitero.

Don Leo curò le funzioni per anni, raggiungendo la chiesa primaĀ con l’aiuto delle stampelle, poi con una carrozzina elettrica che lo caratterizzò agli occhi deiĀ segusini. Oggi il prevosto ĆØ alla casa di riposo Villa Bauchiero di Condove dove passa le giornateĀ leggendo, ricordando e pregando. Un prete piccolo di statura e grande di animo.

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