Condanna a cinque mesi violazione della sorveglianza speciale per Giorgio Rossetto leader No Tav

VALSUSA – Il tribunale ha emesso una sentenza di condanna a cinque mesi di reclusione nei confronti di Giorgio Rossetto, figura di spicco e leader storico del movimento No Tav. Il provvedimento giudiziario scaturisce dai fatti avvenuti nel dicembre 2024, quando l’attivista fu arrestato a Taggia, in Liguria, per aver violato le prescrizioni imposte dalla misura della sorveglianza speciale. Nonostante gli obblighi restrittivi che avrebbero dovuto limitare i suoi spostamenti, Rossetto era stato individuato lontano dalla propria residenza, portando le autoritĆ  a intervenire per l’inosservanza delle disposizioni di pubblica sicurezza. La decisione dei giudici segna un nuovo capitolo nel lungo e complesso scontro legale tra le istituzioni e le ali più radicali del movimento che si oppone alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocitĆ  Torino-Lione.

Condanna a cinque mesi per Giorgio Rossetto

Rossetto ha infatti ribadito la propria volontĆ  di non piegarsi a quelle che definisce limitazioni ingiuste della libertĆ  personale. Per il leader No Tav, tali misure non hanno una finalitĆ  preventiva ma rappresentano uno strumento di natura politica volto a colpire il dissenso organizzato in Val di Susa. Mentre i legali valutano il ricorso in appello, le parole di Rossetto riaccendono il dibattito sull’uso delle misure di prevenzione nei confronti degli attivisti e sulla tensione mai sopita tra il diritto alla manifestazione e il rispetto delle norme penali, preannunciando un clima ancora surriscaldato per le prossime mobilitazioni in valle.

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