Cinema: quando il 1° maggio licenziarono Walter Chari

CINEMA – Walter Chiari, al secolo Walter Annicchiarico, è stato l’indiscutibile icona dello spettacolo italiano, capace di spaziare con disinvoltura tra cinema, teatro e televisione. Nato a Verona nel 1924, ma milanese d’adozione, emerse come esponente di spicco della commedia all’italiana e protagonista assoluto del varietà televisivo fino alla fine degli anni sessanta. La sua vis comica, nutrita da una parlantina torrenziale e un’ironia fulminea, lo rese un personaggio amatissimo dal pubblico, un vero animale da palcoscenico che ha segnato un’epoca d’oro per l’intrattenimento nazionale.

Dagli esordi tra sport e radio al successo nazionale

Prima della gloria, la vita di Chiari fu un caleidoscopio di esperienze: campione di pugilato, nuotatore agonistico e persino radiotecnico. La sua carriera artistica ebbe una svolta quasi fortuita proprio grazie al suo talento innato per le imitazioni, come quella celebre di Hitler che gli costò un posto in banca ma gli aprì le porte del teatro. Dalle prime esibizioni all’Olimpia di Milano durante la guerra fino alla collaborazione radiofonica con Ugo Tognazzi, Walter ha saputo trasformare ogni aneddoto in una macchietta indimenticabile, gettando le basi per quel mito intramontabile che ancora oggi lo vede ricordato come uno dei più brillanti improvvisatori della nostra cultura.

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