LUGANO ā Che lezione ci insegnano le debacle dell’oro e dell’argento? Il punto di Michele De Michelis, responsabile investimenti diĀ FrameĀ Asset Management. Chi mi conosce e segue da tempo i miei approfondimenti mensili sa che mi piace commentare i comportamenti anomali dei mercati finanziari, cercando di ritrovarne sempre una ragione. Senza alcuna pretesa di esprimere veritĆ assolute, piuttosto con lāobiettivo di evitare gli errori del passato. Il podio dellāultimo mese spetta sicuramente ai metalli preziosi, in particolare ai più conosciuti: oro e argento. Fino a poco tempo fa venivano completamente snobbati dagli investitori retail; allāimprovviso, invece, sono diventati oggetto di grandi discussioni e di un entusiasmo quasi contagioso.
Che lezione ci insegnano le debacle dell’oro e dell’argento?
Se dovessi prevedere il titolo che in questo momento ha la maggiore probabilitĆ di subire una debacle, punterei senza dubbio sulla telefonata che ricevo regolarmente dagli amici che vogliono investire sempre nel momento di massima euforia, perchĆ© sentono da āqualcuno che se ne intendeā che deve ancora salire o perchĆ© lāhanno visto su Instagram o Tik Tok. Probabilmente, se avessi venduto contratti future ogni volta che ĆØ successo, a questāora sarei su unāisola caraibica a sorseggiare cocktail. Pensate che questi signori hanno voluto comprare argento in area 110 dollari dopo che, in due mesi, aveva più che raddoppiato (a fine novembre scambiava intorno ai 50), mentre noi stavamo riducendo di due terzi un investimento che ci aveva giĆ dato grandissime soddisfazioni. Avevamo infatti investito intorno a 40 dollari con un peso del 3% che, grazie alla rivalutazione, era arrivato a pesare quasi il 9% sugli asset totali.
Come spesso accade, cāĆØ sempre lāultima gamba degli euforici: il passaggio finale prima della ācamera della morteā della tonnara degli investitori dellāultimo minuto. Lāargento ĆØ salito fino a quasi 122 dollari il 29 gennaio, per poi crollare di quasi il 50% nei giorni successivi. Successivamente ha rimbalzato, muovendosi in un ampio trading range tra i 75 e gli 85 dollari lāoncia. Ovviamente āquelli che se ne intendonoā in questi momenti non rispondono più alle telefonate. E, se la storia dovesse ripetersi, qualora lāargento tornasse in area 110 in futuro, questi investitori venderebbero tutto ben contenti di aver recuperato i propri soldi ā sempre che non abbiano giĆ venduto in perdita prima.
Percentuali coerenti con il profilo di rischio dellāinvestitore
Personalmente ritengo che sia lāargento che lāoro debbano mantenere un loro spazio in un portafoglio equilibrato con percentuali coerenti con il profilo di rischio dellāinvestitore. In un contesto come quello attuale hanno oggettivamente buone probabilitĆ di continuare a salire, ma nei tempi e modi corretti ā non certo comportandosi come āmeme stockā. PerchĆ© poi gli investitori seri ā quelli che comprano per motivi strutturali e non per euforia ā hanno mezzi ben più consistenti. Penso, ad esempio, alle banche centrali asiatiche che accumulano oro nel loro processo di progressivo sganciamento dal dollaro americano, oppure alle aziende che necessitano di argento per i propri processi industriali. Sono soggetti che possono tranquillamente āspazzare viaā dal mercato i piccoli investitori mossi esclusivamente da speculazioni di breve periodo. Attenzione quindi: tutto ciò che registra unāimpennata dei prezzi senza motivazioni solide, magari accompagnata da volumi di scambio ridotti ā tipici dellāultima fase rialzista ā merita sempre prudenza. E in fondo, il comportamento di certi investitori ricorda molto Catullo nel suo celebre verso:Ā ānescio, sed fieri sentioā.
Non so perchƩ lo faccio, ma sento che accade
Anche il poeta delle emozioni estreme era consapevole dellāirrazionalitĆ del proprio tormento, eppure non riusciva a sottrarsi. Allo stesso modo, molti investitori dellāultimo minuto sanno ā in fondo ā che stanno per entrare in una fase di euforia avanzata, sanno che il prezzo ĆØ giĆ corso troppo, sanno che il rischio ĆØ elevato. Eppure lo fanno perchĆ© preferiscono seguire voci incontrollate piuttosto che affidarsi a chi ĆØ del mestiere.La differenza ĆØ che Catullo ne era tormentato. I mercati, invece, come Lesbia, non provano alcuna pietĆ .

































