RIVOLI – Il concetto di collezione pubblica si evolve al Castello di Rivoli, trasformandosi da semplice archivio a laboratorio attivo. Sotto la guida di Francesca Lavazza e Francesco Manacorda, il museo non si limita a conservare la memoria storica, ma produce attivamente il presente. Questa visione innovativa unisce la tutela del patrimonio alla sperimentazione artistica, ridefinendo il ruolo sociale dell’istituzione.
Nuovi percorsi espositivi tra memoria e futuro al Castello di Rivoli
La stagione autunnale inaugura una fase di profondo rinnovamento per l’arte contemporanea. Tra i progetti principali spiccano la terza edizione di Inserzioni, il nuovo riallestimento dedicato all’Arte Povera, la sala di Giulio Paolini in memoria di Gino Viliani, l’omaggio a Remo Salvadori e la presentazione delle opere del Premio Piero Siena. Tutti percorsi che mostrano una collezione in continua trasformazione.
La responsabilitĆ pubblica della cultura
Il legame tra nuove commissioni e conservazione attiva delinea un museo inteso come spazio di ricerca aperto. Come evidenziato dal Ministero della Cultura sul portale istituzionale MiC, valorizzare la creativitĆ di oggi garantisce un patrimonio culturale dinamico per le generazioni future, consolidando un patto indissolubile tra artisti, istituzioni e comunitĆ locale.































