CHIOMONTE – La pressione mediatica e l’ombra del caso Mara Favro segnano la fine di un’attivitĆ commerciale storica a Chiomonte. Luca Vincenzo Milione, il pizzaiolo finito al centro delle cronache giudiziarie degli ultimi mesi, ha ufficialmente alzato bandiera bianca, affiggendo il cartello “affittasi – vendesi” sulle vetrine della sua pizzeria. Un tempo luogo di code e prenotazioni costanti, il locale ha subito un crollo verticale di presenze legate alla scomparsa della donna abbia irrimediabilmente compromesso la reputazione della Don Ciccio. Nonostante l’uomo abbia sempre respinto ogni accusa, inclusa la presunta minaccia rivolta a una cameriera, il verdetto del pubblico sembra aver anticipato quello del tribunale, decretando il fallimento economico del locale valsusino.
Tra calo di clienti e novitĆ giudiziarie: il gestore della “Don Ciccio” cessa l’attivitĆ mentre cade una delle querele a suo carico
Sul fronte legale, la posizione di Milione registra tuttavia un punto a favore: l’ex compagna ha ritirato la querela per molestie sporta proprio nei giorni più caldi dell’inchiesta. Resta invece in sospeso il processo per minacce, rinviato a marzo per assenza dei giudici. La vicenda principale, legata alla morte di Mara Favro, attende ora un passaggio cruciale: la Procura di Torino ha infatti avanzato richiesta di archiviazione per Milione e per l’ex dipendente Cosimo Esposto, non avendo riscontrato prove sufficienti a loro carico. Una decisione a cui la famiglia della vittima si oppone fermamente, convinta che dietro la scomparsa della donna non ci sia un gesto volontario. Mentre il giallo resta aperto, la chiusura della pizzeria segna la prima, tangibile conseguenza di una vicenda che ha scosso profondamente l’intera comunitĆ locale.
































