CASELETTE – La comunitĆ di Caselette ha rinnovato con profonda partecipazione il legame con le proprie radici in occasione delle solenni celebrazioni di Sant’Abaco, culminate in una giornata interamente dedicata alla spiritualitĆ e alla cultura locale. La mattinata ha visto i fedeli riuniti presso il Santuario per la Santa Messa presieduta da don Pierantonio Garbiglia, caratterizzata dal suggestivo rito della benedizione e distribuzione dei āCaritinā, i piccoli pani benedetti simbolo di condivisione. Il vero cuore pulsante del gran finale ĆØ stato però il Concerto di SantāAbaco, giunto alla sua 52esima edizione. Presso il Salone Polivalente Cav. Magnetto, il Corpo Musicale di Caselette, sotto la direzione magistrale del Maestro Giorgio Bunino, ha incantato il pubblico con un programma di 11 brani che hanno spaziato dai successi di Sting e Arlen alle indimenticabili melodie di Ennio Morricone e Roby Facchinetti, in un tributo speciale al Padrino Antonio Natalino Ballario e alla Madrina Anna Luisa Zomer.
Tradizione e grande musica al Salone Magnetto di Caselette
L’evento, presentato dalla Presidente del Corpo Musicale Daria Valsania, ha saputo coniugare l’intrattenimento moderno con la salvaguardia dell’identitĆ linguistica piemontese, grazie alla consueta lettura di un sonetto di Augusto Dellavalle, quest’anno intitolato āStĆØila boeraā. Nonostante le incertezze meteorologiche, il successo della manifestazione ĆØ stato confermato dalle parole del Sindaco Pacifico Banchieri, il quale ha sottolineato l’importanza di queste giornate ricche di significato per l’intera cittadinanza. Oltre al concerto bandistico, anche la serata danzante dedicata al ballo liscio ha fatto registrare l’apprezzamento dei residenti, chiudendo in bellezza un cartellone di eventi reso possibile dalla sinergia tra le Associazioni, i Priori di Sant’Abaco e i volontari locali. Il 52° Concerto di Sant’Abaco si conferma cosƬ non solo come un appuntamento musicale di alto livello, ma come il tassello fondamentale di una festa patronale che continua a crescere, unendo generazioni diverse sotto il segno dell’appartenenza e della tradizione.
































