Le misure e i bonus del governo contro il caro bollette arrivano in un momento storico in cui la povertà energetica rappresenta una minaccia concreta per sempre più famiglie italiane. Con l’espressione gli addetti ai lavori si riferiscono alle difficoltà a pagare la fornitura domestica di energia che, nei casi più gravi, si traduce in difficoltà di accesso a luce, energia elettrica, acqua calda. Sette famiglie su cento tra quelle piemontesi starebbero sperimentando una condizione simile secondo gli ultimi dati aggiornati di Confartigianato/OIPE.
Sette famiglie su cento in Piemonte rischiano di non aver accesso a luce, riscaldamento, energia elettrica
La spesa media regionale per le utenze domestiche supererebbe attualmente i 1900 euro annui, con un rincaro di oltre 500 euro rispetto al 2021 (il primo anno della crisi energetica post pandemia e guerra in Ucraina). Di fronte a bollette di tale entità non c’è da sorprendersi che il 7% delle famiglie piemontesi non riescano a sostenere la spesa e siano da considerare in condizione di povertà energetica. Per i soggetti più fragili come anziani, persone con disabilità, famiglie a basso reddito questo vuol dire spesso, come in parte già accennato, non aver accesso in casa a luce, acqua calda, riscaldamento.
Bollette sempre più alte impongono a tutte le famiglie italiane più attenzione ai consumi
Il quadro non si discosta molto da quello nazionale, dove le famiglie in condizione di povertà energetica sono il 7.7%: il dato peggiore si registra in Calabria dove oltre una famiglia su cinque non riesce ad affrontare le spese per le utenze domestiche; quello migliore in Toscana dove le famiglie in condizione di povertà energetica sono solo il 4.5%. A queste famiglie che stentano ad avere accesso a luce ed energia andrebbe aggiunto, comunque, un 16% di famiglie a livello nazionale per cui pagare le bollette a fine mese rappresenta una forte preoccupazione.
Confrontare tariffe e offerte disponibili sul libero mercato, valutare il passaggio al fornitore di energia Wekiwi che garantisce trasparenza sui consumi effettivi e prezzi competitivi, adottare buone abitudini domestiche che consentono di consumare meno energia, controllare se si hanno i requisiti per accedere ad agevolazioni e bonus bollette sono azioni che, da singoli, aiutano a spendere meno per le forniture domestiche. Contro la povertà energetica servono, però, azioni di più ampio respiro e un approccio sistemico che è quello che da tempo esperti e associazioni di categorie chiedono al governo.
In Piemonte rincari di quasi un quarto previsti anche per le bollette aziendali
Tanto più che non riuscire a pagare le bollette a fine mese, rischiando di non avere più accesso a luce ed energia, è una minaccia che incombe non solo sulle famiglie ma anche sulle imprese italiane. Solo in Piemonte sono stati previsti, quest’anno, rincari di oltre il 19.6% sulle bollette aziendali: è il secondo dato peggiore a livello nazionale dopo quello che riguarda l’Emilia Romagna, dove le imprese dovranno far capo a rincari di quasi il 20%. In cifre vuol dire che le aziende piemontesi spenderanno circa un miliardo di euro in più in bollette rispetto allo scorso anno. I rincari maggiori li avranno, senza molta sorpresa, imprese energivore come acciaierie, fonderie, aziende che si occupano di logistica e trasporti. Anche le piccole imprese a gestione familiare, che rappresentano il grosso del tessuto produttivo sia nazionale e sia regionale, dovranno fare i conti però con l’aumento dei costi dell’energia e i loro effetti.
































