BUTTIGLIERA ALTA – L’Amministrazione Comunale di Buttigliera Alta, con il sostegno della Regione Piemonte, lancia un segnale forte contro le mafie inaugurando la rassegna “Aspettando il 21 marzo – Fame di Verità e Giustizia”. In vista della 31ª Giornata della Memoria, il territorio si trasforma in un laboratorio di cittadinanza attiva grazie alla collaborazione con Libera. Il programma prende il via giovedì 12 marzo presso la sala consigliare “Generale Dalla Chiesa”, dove Marco Sorbara e Mauro Esposito condivideranno storie di malagiustizia e coraggio civile. La riflessione prosegue domenica 15 marzo con Francesco Clemente, figlio di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, che porterà la sua testimonianza ai cittadini e, il mattino seguente, agli studenti delle scuole secondarie. Questo percorso non è solo teorico: le scuole parteciperanno con disegni simbolici e momenti conviviali a base di prodotti di Libera Terra, coltivati sui beni confiscati, per nutrire corpo e coscienza in un cammino che unisce memoria storica e impegno quotidiano, dimostrando che la lotta alla criminalità organizzata parte proprio dalla consapevolezza delle nuove generazioni e dalla cultura della legalità condivisa.
“Fame di Verità e Giustizia”: il Comune e Libera uniscono le forze verso il 21 marzo tra incontri con testimoni e impegno nelle scuole
Il culmine di questo “treno di iniziative” sarà sabato 21 marzo, quando la comunità di Buttigliera Alta si unirà al fiume umano della marcia nazionale a Torino. Un pullman dedicato trasporterà i giovani delle scuole e il Gruppo Scout, simboli di un futuro che non vuole restare indifferente. La partecipazione corale alla manifestazione rappresenta il traguardo di un percorso educativo profondo, supportato dal presidio di Libera Bassa Valsusa, volto a trasformare il ricordo delle vittime in un’azione collettiva concreta. Portare i disegni realizzati in classe tra le vie di Torino significa dare voce a chi è stato messo a tacere, ribadendo che la ricerca di verità e giustizia è un dovere civico costante. L’iniziativa di Buttigliera Alta dimostra come le istituzioni locali possano diventare motori di cambiamento, trasformando una ricorrenza in un’opportunità di coesione sociale. Attraverso il dialogo tra testimoni e studenti, la rassegna punta a scardinare l’omertà e a costruire una rete di protezione democratica, affinché il sacrificio delle vittime innocenti non resti vano, ma diventi linfa per una società più libera, equa e trasparente, capace di camminare unita verso un domani senza mafie.
































