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Bussoleno: sulle tasse delle case colpite dalla frana è polemica tra opposizione e amministrazione All'opposizione risponde l'amministrazione

bussoleno frana

BUSSOLENO – Dopo la frana del Rio Reforno sulla borgata di Bussoleno è polemica sulle tasse sugli immobili coinvolti. Dopo il danno la beffa? Così la pensano i consiglieri d’opposizione che spiegano in una nota. “In questi giorni molti abitanti di San Lorenzo e zone limitrofe hanno ricevuto una comunicazione da parte del Comune di Bussoleno, in cui viene loro richiesto il pagamento del saldo IMU. Sia per le abitazioni che per i terreni edificabili. Riteniamo sia nostro dovere, quali Consiglieri Comunali di Minoranza, fare chiarezza sull’argomento e dare un aggiornamento sugli atti in essere e su quelli di nuova emissione”. Ricordano i consiglieri che fu la Giunta Allasio, nel 2018, ad esentare dal pagamento della seconda rata dell’Imposta Municipale Unica  gli immobili coinvolti nella frana. La stessa esenzione fu poi estesa di altri sei mesi nel 2019.

Bussoleno frana

“Cosa ha fatto la Giunta Consolini?” domanda adesso la minoranza. “Con una delibera del 4 novembre, ha deciso di tassare quei terreni considerati edificabili ma che, alla data odierna, sono sottoposti al vincolo edificatorio e cautelativo e, pertanto, congelati. Su quei terreni e su tutta la zona coinvolta dalla frana è infatti in fase di elaborazione una variante al Piano Regolatore che dirà l’ultima parola, tra l’altro, sulla classe di rischio e sulla destinazione dei terreni. Buon senso ed esperienza portano a dire che i terreni non saranno mai più terreni edificabili e, comunque, certamente sottoposti a vincoli difficilmente superabili”.

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UNA COMMISSIONE COMUNALE RIO REFORNO

I Consiglieri Comunali di minoranza scrivono ancora: “Non soddisfatta, con la stessa delibera, la Giunta Consolini ha scelto che le uniche abitazioni a non pagare l’IMU, e solo fino al 31 dicembre del 2019, saranno quelle delle persone ancora evacuate o evacuabili in caso di pericolo. Mentre tutte le altre dovranno, subendo una pesante tassazione retroattiva, pagarlo dal 1° luglio 2019. La loro declassazione di rischio, si basa sulla decadenza dell’obbligo di abbandono delle case in caso di pericolo e le rimette in condizione di essere soggette ad IMU. E’ infatti entrata in vigore solo dal 15 di novembre. Tutto questo senza coinvolgere minimamente la, peraltro consultiva, Commissione Comunale Rio Reforno, chiesta dalle minoranze e di cui le stesse fanno parte”.

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LA GIUNTA CONSOLINI INFIERISCE PESANTEMENTE

Dicono ancora i consiglieri. “Le minoranze sono convinte che un confronto ed un lavoro congiunto di tutto il Consiglio Comunale, mirato al rispetto della legge ma anche e soprattutto alla salvaguardia dei cittadini, avrebbe potuto portare all’adozione di provvedimenti giusti, corretti e legittimi. Si dissociano totalmente dalle scelte compiute dalla maggioranza e, ritenendo questa tassazione iniqua ed ingiusta, chiederanno conto, al primo Consiglio Comunale delle motivazioni che hanno spinto la Giunta Consolini ad infierire pesantemente a danno di persone o nuclei famigliari già severamente colpiti. Durante uno dei primi incontri pubblici su San Lorenzo dopo le elezioni, consigliammo al Sindaco di non indossare i panni del tecnico regionale o comunale ma di prendersi cura dei suoi concittadini portando avanti le loro istanze e tutelandoli: evidentemente, non ha voluto ascoltarci!“.

SPIEGA L’ASSESSORE IVANO FUCILE

Ivano Fucile è stato assessore nella giunta Allasio e lo è ora in quella Consolini. La persona giusta per spiegare la posizione dell’amministrazione. “Un comune ha un’autonomia impositiva che è subordinata alle leggi dello stato e, quindi, limitata nei regolamenti da poter adottare. La sospensione del pagamento delle imposte locali (come l’IMU) può essere attuata nei casi di gravi calamità. Deve essere motivata e transitoria perché altrimenti si configura per gli amministratori il reato di danno erariale.

La sospensione del pagamento dell’IMU nella zona della frana, su terreni edificabili e seconde case, (le prime case com’è noto non la pagano) è stata decisa con la precedente amministrazione, in un momento di assoluta emergenza. Con delibera per la rata di dicembre 2018  e, successivamente, è stata confermata con una nuova delibera per il primo semestre 2019. Ora, la nuova amministrazione, a fronte degli interventi di messa in sicurezza in stato di forte avanzamento, si è trovata in una situazione  di superamento dell’emergenza iniziale“.

UNO SCONTO DEL 90% SULLE AREE CON IL VINCOLO

Conclude l’amministratore. “In particolare, per quanto riguarda le seconde case, di fatto utilizzabili senza limitazioni in questo periodo. I presupposti per la sospensione del pagamento dell’IMU risultano di fatto decaduti tranne che per le seconde case nella così detta ex “Zona Rossa”. Quelle in apice di conoide. Per quanto riguarda i terreni edificabili, nel rispetto di un principio di “eguaglianza” si è dovuto applicare il regime tributario già in uso su terreni edificabili. Quelli sottoposti a vincoli simili in altri conoidi del nostro territorio. Sulla base di queste considerazioni l’amministrazione  ha ritenuto che non fosse più plausibile mantenere l’esenzione del tributo. Quindi, ha stabilito di riattivare il pagamento dell’IMU. Applicando però una riduzione del 90% per le aree edificabili sulle quali grava il vincolo regionale 9bis.  La situazione dovrebbe normalizzarsi a breve con l’imminente avvio della variante urbanistica del piano regolatore“.

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