Bussoleno com’era: le strade di un comune trasformate in capitoli di storia Di Luca Patria edito da Il Graffio

medioevo

BUSSOLENO – Il “Borgo Medievale” di Luca Patria edito da Il Graffio è uno spaccato della storia di Bussoleno. Una ricerca storica dedicata al medioevo in Bussoleno, le strade di un comune trasformate in capitoli di storia, un efficace apparato fotografico a  documentare le trasformazioni del paesaggio urbano. La peculiarità di Bussoleno medievale non fu dunque quella di essere una emergenza ecclesiastica o monastica. Né tanto meno militare di particolare rilievo. Per contro la promozione sociale della comunità locale. Si sviluppò in concomitanza con la sua affermazione come importante centro nell’area alpina lungo le direttrici dei colli del Moncenisio e del Monginevro. A partire dal 1290 è introdotta una fiera franca. Per sei giorni a cavallo della festività di San Luca (18 ottobre) raccoglie un rilevante flusso commerciale. Nel 1294 Bussoleno ottiene un’articolata carta di franchigia dal conte che verrà di volta in volta confermata dai conti sabaudi tra il 1351 e il 1408.

NEL TRECENTO

Il territorio di Bussoleno viene eretto capo dei rendiconti finanziari del dominio Bussoleno. Inizia ad avere una contabilità fiscale distinta da quella della restante castellania segusina. Il ceto dirigente locale inaugura dunque un rapporto diretto con il conte senza inframmettenze di altri poteri di valle. Ulteriore sviluppo dell’insediamento si ha alla fine del Trecento quando tutto l’impianto urbano in sponda destra a ridosso del ponte e della chiesa parrocchiale. Viene cinto da una cortina muraria in forma di burgus clausus: nel 1408 veniamo a conoscenza che in un anno imprecisato Amedeo VII volle e ordinò che la località di Bussoleno fosse chiusa da mura e fortificata. Ciò avvenne circa trent’anni fa. Da altra fonte veniamo a sapere che nel 1392 il borgo era già cinto da una cortina murata. Si tratta di un impianto ancor oggi leggibile nelle strutture e negli assi viari del centro storico. Il borgo chiuso inglobava l’area ecclesiale preesistente, a sud-est, e un’area che potremmo definire residenziale, oggi nota come Castello degli Allais.

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