VENAUS – La sezione CAI di Susa ha ufficialmente riconsegnato le chiavi del bivacco “Piero Vacca” al Comune di Venaus, chiudendo un capitolo storico per l’alpinismo locale. La struttura, dedicata dal 1982 al vigile del fuoco caduto sulla Rocca Sbarùa, sconta oggi l’impossibilità di una regolarizzazione burocratica tra Italia e Francia. Le direttive del CAI centrale sono state perentorie: senza accatastamento e coperture assicurative certe, la responsabilità civile e penale ricade interamente sul presidente della sezione. Una gestione basata sul volontariato è diventata così un rischio legale insostenibile, che ha costretto il direttivo e il presidente Claudio Rolando a rinunciare al comodato d’uso per tutelare l’integrità dell’associazione segusina.
Il Bivacco “Piero Vacca”
L’assemblea dei soci 2026 ha approvato con profondo rammarico la dismissione immediata, rimuovendo ogni riferimento al rifugio dal sito web e declinando ogni onere futuro. Il Bivacco Vacca, punto di riferimento essenziale nel Vallone di Bard, rischia ora la chiusura definitiva, poiché il Comune di Venaus difficilmente potrà farsi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria finora garantita dai soci. La perdita di questo presidio d’alta quota rappresenta un duro colpo per l’escursionismo in Valle di Susa; un punto di forza del territorio che svanisce a causa di un groviglio normativo transfrontaliero insuperabile, trasformando un simbolo di solidarietà alpina in un triste esempio di burocrazia che prevale sulla passione.

































