Biodiversità: lo stambecco, il “re” delle montagne in Valsusa

Biodiversità: lo stambecco, il “re” delle montagne in Valsusa. Le montagne della Val di Susa, con il loro skyline da cartolina, sono l’habitat dello stambecco, un “re” salvato da un altro re. Lo stambecco alpino, ora comune sulle nostre montagne, a causa del prelievo venatorio, fra il sedicesimo e il diciottesimo secolo era quasi scomparso. L’unica popolazione rimasta era quella nella riserva di caccia del Gran Paradiso, di proprietà dei Savoia. Fu Vittorio Emanuele II nel 1856 a far proteggere gli ultimi esemplari rimasti. Da allora la specie è tornata a diffondersi ed è stata reintrodotta in molte aree delle Alpi. Oggi in Val di Susa sono presenti numerose colonie. Contano complessivamente qualche centinaio di esemplari.

LE SUE CARATTERISTICHE

Lo stambecco ha le dimensioni di una capra, ma è caratteristico per via corna arcuate e nodose. Lunghe fino al metro, possono pesare 15 kg. Quelle delle femmine, corte e appuntite, servono per difendere i piccoli. Il mantello di questo animale d’estate è corto e di color beige o bruno. In autunno ha peli più lunghi e scuri, tendenti al nero. Lo aiutano a ripararsi dal freddo e assorbire meglio i raggi solari. A maggio si verifica la muta e gli stambecchi, per alleviarsi il prurito, si grattano contro le rocce ed i tronchi. I maschi possono vivere fino a 14-16 anni. Le femmine, di dimensioni più piccole, possono superare i 20 anni. La loro età si conta dalle corna. Ogni anno a novembre la loro crescita si ferma e sulla parte laterale e posteriore si forma una sorta di anello. Contando i vari anelli si riesce a capire quanti inverni siano trascorsi.

L’HABITAT

Lo stambecco predilige gli ambienti rocciosi, dove si arrampica con agilità e trascorre gran parte delle sue giornate, fino all’imbrunire. Vive ad altitudini comprese fra i 500 ed i 3000 metri. In inverno e in primavera scende sino ai boschi di conifere. Durante l’estate lo si può scorgere al mattino presto e alla sera. Durante la stagione fredda, nelle ore più calde. Lo stambecco è un animale gregario che però vive in gruppi separati in base al sesso. Maschi e femmine si incontrano solo nel periodo riproduttivo. Quando l’età avanza, tende a divenire solitario.

LA RIPRODUZIONE

Il periodo riproduttivo è tra dicembre e gennaio. I maschi combattono tra di loro per determinare la supremazia all’accoppiamento. La gravidanza dura tra i 160/180 giorni ed i piccoli nascono verso la fine di maggio. Durante la stagione estiva è possibile scorgere le “nurseries”, gruppi di una ventina di capretti controllati da un paio di femmine, mentre le altre madri sono alla ricerca di cibo. Una minaccia è rappresentata dall’aquila reale che può, talvolta, attaccare i piccoli. Lo stambecco si incrocia facilmente con la capra domestica.

L’ALIMENTAZIONE

Si tratta di un animale erbivoro, che può mangiare fino a 15 kg di erba quotidianamente. Durante l’inverno si ciba di rametti di larice e altre conifere, muschi e licheni. In primavera ricerca i sali minerali leccando le rocce affioranti. D’estate accumula uno spesso strato di grasso, in modo da non patire troppo durante il periodo invernale. Beve poco, spesso limitandosi a leccare la rugiada mattutina.

IL GRANDE PROGETTO DI SALVAGUARDIA DELLA SPECIE

Il fondo di sviluppo regionale dell’Unione Europea ha finanziato il progetto LEMED IBEX 2017-2020. L’obiettivo è migliorare la conservazione dello stambecco sulla dorsale alpina tra Italia e Francia. Attraverso una cooperazione internazionale condivisa, vengono svolte analisi genetiche e sanitarie, individuati corridoi ecologici ed effettuate azioni di sensibilizzazione degli operatori locali. Per stabilire le interconnessioni tra le varie popolazioni, circa 90 individui sono stati dotati di collare con localizzatore GPS. Se ne seguono così gli spostamenti sull’arco alpino transfrontaliero. L’ente di Gestione delle aree protette delle Alpi Cozie è partner di questo progetto.

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