di MATILDE LUNARDI – SARA ABDULKARIM
TORINO – Presso la Biblioteca Madre Mazzarello, si è svolto un incontro con Michela Monti, autrice, insieme a Tiffany Vecchietti, della dilogia fantasy “Brucia la notte” e “S’infiammano le stelle” (Mondadori). In un mondo dominato dagli uomini, dove le donne sono sfruttate e private della loro libertà a causa di un futuro già scritto, due ragazze, Ani e Bianca, continuano a pensare che qualcosa possa ancora cambiare: non si lasciano intimorire, mettono tutto in discussione e decidono di non sottostare ad un destino nefasto. L’autrice Michela Monti ha risposto ad alcune domande, spiegando le scelte che stanno alla base di questi libri e dimostrando quanto potere sovversivo possa avere il genere fantasy.
Cominciamo dalle origini. Come è nato il progetto di questo libro e quale messaggio volevate comunicare ai lettori? Il messaggio principale ruota attorno a temi che stavano molto a cuore sia a me che a Tiffany. La storia è nata dall’unione di due elementi distinti: un sogno di Tiffany, in cui combatteva contro dei fascisti su una spiaggia e un prologo intitolato “Brucia la notte” che avevo scritto anni fa. Unendo queste visioni, abbiamo deciso di collaborare ed ora posso dire che, senza questa collaborazione, probabilmente il libro non avrebbe mai visto la luce.
Avete scelto di scrivere un fantasy distopico. Si tratta di una scelta coraggiosa per il mercato italiano. Cosa vi ha spinto verso questo genere? Autrice: Ironizzando, potrei dire che non ci tenevo poi molto a vendere, ma la verità è che il fantasy, la fantascienza e la distopia sono i generi che amo di più e che ho sempre letto avidamente, anche quando erano difficili da reperire in Italia. Il genere fantasy ha un grandissimo valore di comunicazione.
In che modo il fantasy può essere uno strumento di comunicazione più efficace rispetto a una narrativa più realista? Il fantasy permette di veicolare messaggi che, in altri contesti, risulterebbero molto più pesanti o difficili da digerire: la sua forza sta nella capacità di essere accattivante e di poter arrivare a chiunque. Se venisse scritto un libro più realista, non si potrebbero esprimere idee politiche senza avere reazioni da parte di chi ha un’opinione diversa dalla tua; con il fantasy, invece, puoi spingere le persone a riflettere su concetti profondi, anche se non la pensano come te.
Quindi vede il genere fantastico come un ponte per il dialogo politico? Esattamente. È un modo per raggiungere una platea più vasta ed usare l’immaginazione.
Nel vostro libro, il concetto di “cura” sembra essere il cuore pulsante della narrazione. Potrebbe spiegarci come si manifesta e dove lo ritroviamo nella storia? Il concetto di cura è letteralmente dappertutto nel libro, che diventa così una storia di sorellanza. La “cura” è la base di una società alternativa a quella del campo dove avviene la spersonalizzazione dell’essere umano: nel campo, le persone vengono separate dai propri cari e sono ridotte a numeri; sono come mattoni funzionali alla costruzione di un’utopia altrui. Se un mattone si rompe, viene semplicemente sostituito. Per noi la cura è la forza dei legami tra persone che si sostengono a vicenda. È questa rete di relazioni che permette di contrapporsi ad un sistema che vede l’essere umano solo come uno strumento sacrificabile.
Parlando dei protagonisti, ci sono quattro voci narranti nel libro. In quale di esse si ritrova maggiormente e perché? In realtà, ci sono parti di me in tutte e quattro le voci. Credo che scrivere di un personaggio, che ricalchi esclusivamente la propria personalità non sarebbe divertente; il bello della scrittura è proprio immergersi in personalità diverse. Questo ci ha permesso di esplorare come la stessa battaglia possa essere combattuta in modi differenti: alcuni possono sembrare corretti o scorretti a seconda di chi li vive, ma sono tutti potenzialmente efficaci.
L’incontro con l’autrice rientra in una serie di iniziative promosse dalla Scuola Madre Mazzarello, presso la Biblioteca: iniziative gratuite, che permettono alla cittadinanza di dialogare direttamente con alcuni autori e autrici del panorama letterario italiano.

































