Bardonecchia e l’Alta Velocità: un nodo da sciogliere con la fermata in alta Valsusa

BARDONECCHIA La questione della riattivazione della fermata dei treni ad alta velocità nella stazione di Bardonecchia è tornata al centro del dibattito, in seguito alla visita del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Torino. Un tema cruciale per il futuro turistico ed economico della località alpina, come sottolineato da Beatrice Bosticco, presidente di Federalberghi Bardonecchia. “La cooperazione tra Italia e Francia sui controlli frontalieri esiste da sempre, funziona molto bene ed è naturalmente strategica per entrambi i paesi“, ha dichiarato Bosticco. “Auspichiamo quindi che, non essendovi criticità di natura tecnica, si possa trovare un accordo tra i due paesi, come dichiarato dal ministro Matteo Salvini, e ripristinare così la fermata dei treni transfrontalieri a Bardonecchia“.

La fermata in alta Valsusa dell’alta velocità

La presidente di Federalberghi Bardonecchia ha inoltre evidenziato l’importanza di questa fermata in chiave ecologica, in linea con le iniziative già intraprese dal comune, come l’introduzione di navette gratuite ed elettriche. “Per noi si tratta, oltretutto, di una leva di natura ecologica che si allinea alla scelta delle navette gratuite ed elettriche nel nostro comune“, ha affermato Bosticco. La riattivazione della fermata dei treni ad alta velocità a Bardonecchia avrebbe un impatto significativo sul territorio, sia in termini di turismo che di economia locale. La stazione, infatti, rappresenta un importante punto di accesso per i turisti che desiderano raggiungere la località alpina, soprattutto durante la stagione invernale. L’assenza della fermata, invece, comporta un maggiore afflusso di traffico su strada, con conseguenti problemi di congestione e inquinamento. Il ripristino del servizio ferroviario, pertanto, rappresenterebbe una scelta sostenibile e in linea con le politiche di mobilità dolce promosse dal comune.

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