Avigliana ha presentato “La Fabrica delle parole”: così la biblioteca è diventata un modello di inclusione e cultura per tutti

AVIGLIANA – Il Comune di Avigliana ha ufficialmente presentato il progetto intitolato “La Fabrica delle parole”, un’iniziativa ambiziosa che ha mirato a trasformare la biblioteca civica Primo Levi in uno spazio totalmente accessibile e flessibile. Durante l’incontro pubblico di giovedì 12 marzo 2026, l’Amministrazione comunale ha illustrato la candidatura al bando del Gal Escartons e Valli Valdesi, spiegando come il termine piemontese “Fabrica” abbia voluto richiamare la storica vocazione produttiva del centro di via IV Novembre, oggi dedicata alla produzione culturale e alla socialità. Gli assessori Andrea Remoto e Paola Babbini hanno evidenziato che questo intervento è stato concepito come un tassello fondamentale del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) approvato nel 2025. L’obiettivo centrale è stato quello di rendere la cultura un bene fruibile da ogni cittadino, eliminando gli ostacoli fisici e sensoriali e trasformando la biblioteca in un hub multifunzionale capace di accogliere simultaneamente studio, laboratori e grandi eventi pubblici grazie a soluzioni di arredo dinamiche.

Il progetto, illustrato presso il centro polifunzionale di via IV Novembre, ha puntato al superamento delle barriere architettoniche e sensoriali attraverso i finanziamenti del Gal Escartons e preziose collaborazioni con il mondo del sociale

Nello specifico, il piano ha previsto una serie di innovazioni tecnologiche e strutturali che hanno ridefinito completamente l’accoglienza degli spazi. È stata programmata la realizzazione di una nuova bussola d’ingresso per migliorare il comfort degli utenti, mentre l’installazione di percorsi sensoriali e di una cartellonistica dedicata ha permesso una navigazione agevole anche alle persone ipovedenti. Tra le dotazioni tecnologiche più significative ha spiccato l’introduzione di un videoingranditore da tavolo e di scrivanie regolabili in altezza, studiate per garantire la piena operatività anche agli utenti in carrozzina. Un elemento determinante per la validità della proposta è stata la sottoscrizione del protocollo d’intesa con la Consulta per le persone in difficoltà (Cpd) di Torino, che ha assicurato una supervisione esperta sulle soluzioni di inclusione adottate. Grazie all’acquisto di nuove scaffalature mobili e al miglioramento dell’accesso al soppalco per le attività didattiche, la biblioteca ha così consolidato il suo ruolo di cuore pulsante della comunità, rispondendo in modo sempre più inclusivo alle esigenze di studenti, associazioni e visitatori.

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