AVIGLIANA – Lago Grande di Avigliana: un parco bio di livello europeo dalla spiaggia alla collina della Nobel. Qui si parla di numeri importanti a partire dall’area interessata dal futuro parco bio. Potrebbe nascere ad Avigliana alle porte di Torino come collegamento ideale con il turismo europeo.Ā I metri quadri e cubi, perchĆØ c’ĆØ tutta una cittĆ post industriale da recuperare, vanno dalla spiaggia del lago grande. S’inoltrano sulle colline aviglianesi, per poi ridiscendere verso l’area industriale posta tra Avigliana e Sant’Ambrogio. Erano fabbriche di esplosivi, poi dopo la guerra furono riconvertiti per altri usi sempre legati alla chimica, ed infine abbandonati e venduti a privati. Questa ĆØ giĆ una particolaritĆ del progetto. Sia l’area che il finanziamento sarebbero del tutto privati con la supervisione degli enti statali. Un’idea nata per far rivivere la Nobel, un progetto per qualificare Avigliana. Anche la Valle e tutto il Piemonte in un parco che porterebbe a braccetto l’ambiente e la redditivitĆ con centinaia di posti di lavoro.
Dall’idea alla realizzazione, naturalmente, c’ĆØ stato e ci sarĆ una grande azione di confronto. Lo studio e progettualitĆ vede coinvolti il Comune, la CittĆ Metropolitana, gli enti che curano l’aspetto ambientale e la proprietĆ . Tutti soggetti che mirano ad una riqualificazione che, senza incidere negativamente sulla cittĆ . Avigliana protagonista in un panorama di cultura e turismo “alto” e naturalistico internazionale. L’idea, ancora in essere, la spiega l’architetto Ferruccio Zanforlin urbanista che ha seguito la prima traccia del progetto. Intanto bisogna chiarire un aspetto legato al progetto.
Ci sarĆ una parte residenziale, villette o altro?
“No, ĆØ una notizia infondata, il progetto non prevede opere speculative quali villette, palazzine residenziali, piscine od ancora aree commerciali. Nulla, insomma, che possa ricondursi al villaggio residenziale o commerciale. Ciò ĆØ privo di ogni interesse! Il progetto focalizza la sua azione su aspetti diĀ valorizzazione delle specificitĆ presenti nellāarea. Quali: lāaccessibilitĆ e fruibilitĆ in sicurezza della Natura ed il restauro e recupero funzionale dellāex Dinamitificio Nobel. Attraverso lāintroduzione in nuovi spazi per attivitĆ dāinteresse naturalistico in grado di prospettare congrue risorse finanziarie. Il tuttoĀ in coerenza con i nuovi orientamenti in materia di valorizzazione dei Parchi“.
Pochi conosconoĀ la ex Nobel di quanti metri quadrati parliamo?
“Il Dinamitificio Nobel si articola su un territorio che occupa una superficie di circa 8 ettari. E’ ubicato allāinterno del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Un contesto non ben conosciuto in tutta la sua vera estensione, particolaritĆ e spettacolaritĆ . E’ un sito ricco di sorprese che hanno pochissimi eguali al mondo e che ne rafforzano lāinteresse. Si può, a questo punto, comprendere che il āDinamitificio Nobelā non ĆØ costituito da una singola grande costruzione di āarcheologia industrialeā. Esso ĆØ costituito da una moltitudine di costruzioni tra loro interconnesse da un insieme di percorsi e collegamenti indispensabili e funzionali alle attivitĆ che vi si svolgevano.
Allāinterno di questo unico contesto oggi si contano circa 35 costruzioni per una superficie diĀ circa 6.500 metri quadri. I vari edifici hanno caratteristiche tipologiche e dimensionali fra loro molto differenti e fra essi spiccano quelli di maggiori dimensioni. Possono rientrare nella tipologia delle āarchitetture di archeologia industrialeā. Ma il vero interesse ĆØ rappresentato dal āsuo insiemeā che non ha eguali in Italia“.
L’idea che avete in animo può essere paragonata ad altri parchi giĆ esistenti?
“Il modo di intendere le aree naturali naturali ĆØ stato oggetto di varie discussioni, esso si ĆØ modificato,Ā evoluto e negli ultimi anni sembra che abbia assunto una sua connotazione accettata e condivisa dai variĀ soggetti operatori nel settore.Ā Le nostre aree protette, secondo il Rapporto āNatura e Cultura. Le Aree Protette, Luoghi di TurismoĀ Sostenibileā presentato nel luglio 2017 dal Ministero dellāAmbiente -in collaborazione, fra altri, conĀ Federparchi- sono destinate a svolgere unāazione economico e sociale importante coinvolgendo la naturaleĀ vocazione di tutela della biodiversitĆ con la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale che ospitano inĀ unāottica di sviluppo sostenibile migliorandone, ove possibile, la fruibilitĆ ; diventando cosƬ un volano ancheĀ per la crescita economica in armonia con lāambiente.
Lāidea progetto, traendo spunto da tali argomentazioni, si ĆØ rafforzata assumendo quali esempi -seppur con le dovute differenziazioni- esperienze giĆ sperimentate con successo allāestero ed in Italia (Estufa Fria di Lisbona, Eden Project in Cornovaglia, Gardens by the Bay a Singapore, Orto Botanico di Padova) ma la proposta in discussione vista nella sua globalitĆ contiene aspetti unici e di sicuro interesse. Essa haĀ lāambizione di costituire un primo grande progetto di convergenza delle āopportunitĆ localiā attraverso unĀ simbiotico lavoro di recupero ambientale/boschivo, valorizzazione storico/culturale, tutela delle biodiversitĆ eĀ rimunerativitĆ . Le varie esperienze prese in esame creano fondati presupposti per ritenere che sia possibileĀ attivare un forte coinvolgimento ed interessamento di persone con lo scopo di incrementare interesse,Ā sensibilitĆ e rispetto per lāAmbiente“.
Nel parco c’ĆØ un’idea: una grande serra; sarebbe l’attrazione principale. Scopriremo nel prossimo intervento di cosa si tratta.
































