VALSUSA – Permane alta la tensione tra i lavoratori della SITAF S.p.A. a Susa, dove le rappresentanze sindacali unitarie hanno confermato lo stato di agitazione proclamato a marzo. Nonostante il passaggio in Prefettura a Torino, la fumata nera è arrivata su punti cruciali: la richiesta di cedolini paga corretti per aprile e la trasparenza sulle spettanze arretrate entro il 15 maggio. Il clima si è ulteriormente inasprito dopo il rifiuto aziendale di un’indennità una tantum per i disagi economici subiti dai dipendenti; una chiusura motivata dalla Società con dubbie questioni di competenza che le RSU interpretano come un tentativo di delegittimazione del ruolo sindacale stesso, in aperto contrasto con le dinamiche del contratto collettivo nazionale.
Tensioni sindacali tra buste paga errate e tagli alla sicurezza dei caselli
A preoccupare non è solo il lato economico, ma la strategia di riorganizzazione che prevede il taglio del presidio fisico notturno ai caselli di Avigliana e Salbertrand. Per le RSU, ridurre il personale in favore dell’automazione per contenere i costi è una scelta contraddittoria, visti gli utili di SITAF, e pericolosa per la sicurezza stradale. Il Ministero delle Infrastrutture sottolinea infatti l’importanza dell’assistenza umana per la gestione delle emergenze. La carenza strutturale di organico, oggi tamponata dai lavoratori stagionali, rende urgente un piano di assunzioni stabili anziché ridimensionamenti che svalutano la professionalità degli esattori e sovraccaricano i capi casello.
































