Autoporto in Valsusa, dopo le manifestazioni No Tav, le amministrazioni di San Didero e Bruzolo incontrano la cittadinanza Sabato 17 aprile alle ore 15 nel piazzale del Centro Polivalente

(foto notav.info)

SAN DIDERO – Come annunziato dalla conferenza stampa sabato 17 aprile, alle ore 15, si svolgerà a San Didero, nel piazzale del Polivalente un incontro organizzato dalle amministrazioni di Bruzolo e San Didero sul nuovo autoporto in Valsusa. All’incontro parteciperanno i tecnici No Tav per informare la cittadinanza dei due paesi valsusini sul progetto dell’Autoporto di San Didero. Si parlerà dell’impatto che il cantiere avrà sulle vite dell’intera popolazione della Valsusa.

IL CAMPEGGIO DEI NO TAV

Dal 16 al 18 aprile avrà luogo, presso alcuni terreni nella zona della acciaieria di San Didero, il campeggio No Tav. Spiegano gli organizzatori. “Sarà un momento necessario per confrontarsi, organizzarsi e rispondere in maniera collettiva a quest’ennesimo tentativo di devastazione ambientale e di militarizzazione. Il terreno su cui si potrà campeggiare è comunale, invitiamo tutte e tutti a portarsi il necessario per campeggiare e ricordiamo di usare la mascherina nel rispetto della salute di ognuno di noi. Ricordiamo che per l’assemblea del venerdì, l’incontro con i sindaci il sabato e l’iniziativa con Wu-Ming del 18 è stata fatta comunicazione di manifestazione statica. Pertanto sarà possibile raggiungere San Didero in totale sicurezza per contrastare il nuovo autoporto in Valsusa“.

AVANTI CON I LAVORI

Sulla Tav chiediamo al governo un cambio di passo, in particolar modo sulla realizzazione della tratta italiana tra Torino a Bussoleno, la cui progettazione bloccata nel 2019 dal governo giallo-verde non è stata ancora completata”. E’ quanto dichiara la capogruppo in Commissione Ambiente di Italia Viva Silvia Fregolent annunciando una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. “E’ inammissibile, mentre i lavori nel tratto francese stanno procedendo a gran velocità, vedere i cantieri italiani ostaggio dei teppisti e con notevoli ritardi. Non sono a rischio soltanto gli ulteriori 750 milioni di euro di cofinanziamenti annunciati dall’Unione Europea ma la capacità del paese di risollevarsi dalla pandemia”.

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