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La Villa Romana ad Almese è aperta domenica 25 agosto Il tour guidato, condotto da un archeologo e dai volontari dell’associazione Ar.c.A

Almese, villa romana

ALMESE – Domenica 25 agosto sarà possibile visitare la Villa Romana di Almese. Per scoprire come vivevano i romani in Valsusa nel primo secolo dopo Cristo. Il tour guidato, condotto da un archeologo e dai volontari dell’associazione Ar.c.A di Almese. Porterà alla scoperta dell’architettura e della cultura romana. Tornando indietro nel tempo sarà possibile entrare nelle stanze della villa che è uno dei più importanti complessi residenziali extraurbani di epoca romana in Piemonte.

La Villa Romana di Almese, situata in località Grange di Rivera, sarà visitabile dalle 16,00 alle 19,00. Per chi avesse piacere è possibile prenotare il tour sul sito dell’associazione Ar.c.A. La giornata è promossa dall’associazione Ar.c.A con il patrocinio del comune di Almese. In collaborazione con Fondazione Magnetto, Finder S.p.A, Univoca, Tesori d’arte e cultura alpina e Soprintendenza archeologia di Torino.

LA VILLA ROMANA DI ALMESE

I resti della villa romana, la cui costruzione risale probabilmente al I secolo. Si trovano in località Grange di Rivera. Il complesso sorge a mezza costa. In alto rispetto all’antistante pianura quanto basta a situarla in una posizione climaticamente favorevole e di notevole interesse panoramico. Spaziando dalla morena di Rivoli, al Pirchiriano, alla montagna dell’alta valle di Susa, al Rocciamelone. Quindi alle più dolci pendici del colle del Lys.

La villa almesina è il più grande edificio extraurbano di epoca romana dell’Italia settentrionale. I romani chiamavano villa qualsiasi residenza al di fuori delle città. Quindi le dividevano in due categorie. Quelle destinate prevalentemente agli usi agricoli, dette “rustiche” e quelle residenziali chiamate “urbane”. La villa di Grange di Rivera rientra in quest’ultima categoria. Perchè le sue caratteristiche ne fanno una residenza di lusso. Destinata a un proprietario con notevoli disponibilità economiche e ampi possedimenti nei dintorni. La vicinanza con ad fines fa ipotizzare che fosse coinvolto nell’appalto statale per la riscossione della tassa di transito.